Tredici milioni di pizze vendute nel 2025 in quattro continenti, 5 milioni di euro investiti in un nuovo stabilimento industriale che a breve sarà inaugurato a San Severino Marche per un totale di 27 milioni di euro di fatturato agglomerato. Sono le cifre che fotograno lo stato di salute de “La Pizzeria – PizzaSì Group”, azienda specializzata nella produzione di pizze e basi per pizze (fresche e surgelate, farcite e non) che ha mosso i primi passi nel 2009 grazie allo spirito d’impresa di Enrico Vallesi e Stefano Laudadio.
“Sono passati 16 anni da quando iniziammo a proporre un concetto di Base pizza fresca, salsa di pomodoro e mozzarella (praticamente una “Margherita” scomposta; ndr) ai vari pub di Dublino, fornendo ingredienti Made in Italy e un forno elettrico a pietra in comodato d’uso. Poi nel 2016 ci siamo strutturati, abbiamo cominciato ad allargare i nostri confini. Oggi esportiamo all’estero la totalità di ciò che produciamo a San Severino: dall’Europa alle Americhe, dall’Australia al Giappone, fino al Medio Oriente”.
A parlare così è il Ceo del gruppo, Enrico Vallesi, che sottolinea soddisfatto i risultati ottenuti.
Enrico Vallesi, il brand va molto bene…
“Prevediamo un aumento della produzione e presto potremo contare su un secondo e moderno impianto industriale, nella zona industriale di Taccoli, a San Severino, per il quale avremo bisogno di nuovi addetti. Cerchiamo personale: vogliamo dare lavoro a giovani dell’entroterra, offrire un’opportunità di sviluppo per un territorio che ha bisogno di ripartire dopo il terremoto”.
Qual è il segreto di questa ascesa?
“Lavoro e passione; credere e investire nelle persone giuste; puntare sulla qualità del prodotto. Penso che siamo queste le coordinate per crescere ancora”.
La Cucina italiana è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. In questo senso vi sentite “ambasciatori” del nostro Paese?
“In Irlanda o in Norvegia, come in Usa o in Nuova Zelanda, la pizza rappresenta senza dubbio un biglietto da visita dell’Italian Food. Noi ci siamo, portiamo ovunque il meglio delle produzioni di ‘casa nostra’, come ad esempio la mozzarella di Colfiorito o la pizza fatta con farine locali. Abbiamo 6 sedi commerciali in Europa, una negli Usa, a Miami. Presto ne apriremo altre in Paesi diversi”.
Quali sono i vostri principali clienti?
“Siamo partner di importanti gruppi di ristorazione collettiva e società di catering tipo Aramark, Sodexo o Compass Group. Abbiamo collaborazioni con catene alberghiere e resorts, come Hilton, Novotel, Ibis, Radisson, Travelodge, nonché palestre e società sportive, come David Lloyd’s Gym nel Regno Unito, e gli stadi di Tottenham, Chelsea, Watford, dove giocano i maggiori team della Premier League”.
Fra i “pilastri” della struttura aziendale avete ragazzi di San Severino e dintorni, giusto?
“Esattamente, fra i nostri collaboratori c’è chi è diventato manager partendo proprio da qui. Adesso gestiscono mercati internazionali importanti, e lo fanno con grande caparbietà e capacità”.
Qual è il requisito che cercate in chi vorrebbe lavorare all’interno del vostro gruppo?
“Il fatto di avere tanta voglia di fare e crescere professionalmente, di essere portati a rimboccarsi le maniche ed esplorare anche i propri limiti per poi poterli superare: passaggio indispensabile, questo, per una seria crescita personale e lavorativa”.
Quanti sono i vostri dipendenti?
“Abbiamo con noi una sessantina di persone che lavorano nell’azienda di San Severino, e che si occupano della produzione, poi tutti gli altri collaboratori sono impegnati all’estero. Per il nuovo stabilimento faremo nuove assunzioni, almeno una ventina di addetti. Pertanto, tutti coloro che desiderano lavorare in un ambiente in continua evoluzione si facciano avanti e inviino il loro curriculum a HR@La-Pizzeria.eu”.
Il Settempedano

