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Alunni di 3^ Media nella biblioteca leopardiana
Alunni di 3^ Media nella biblioteca leopardiana

“Tacchi Venturi”, ragazzi di 3^ Media in visita a Casa Leopardi a Recanati

Un bel modo per salutarsi. È quanto è accaduto alle classi terze della Secondaria dell’Ic Tacchi Venturi che, incuranti dei “ponti” di scuole vicine, non hanno saltato l’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale, bensì l’hanno accolto con gioia perché, grazie all’intuito dei docenti e della dirigente Catia Scattolini, hanno potuto fruire una giornata particolare. Recandosi per una indimenticabile visita guidata nella magione della famiglia Leopardi, per provare le sensazioni del più amato poeta della nostra regione stando proprio “d’in su i veroni del paterno ostello”, avendo la possibilità di udire nella propria immaginazione “il suon della tua voce” e la “man veloce che percorrea la faticosa tela” prima della dipartita di “Silvia” ad appena 21 anni. Per qualche intenso istante il centinaio di studenti che, sezione dopo sezione, hanno visitato le stanze dove il figlio del conte Monaldo trascorse “sette anni di studio matto e disperatissimo”, proprio di fronte alla casa natale ed al luogo del lavoro di tessitura di Teresa Fattorini hanno intuito la fatica sovrumana del poeta intento alle “sudate carte”, tirando un sospiro di sollievo per essere nati nell’epoca del digitale che aiuta ad accorciare i tempi di studio e suggerisce giochi e passatempi condensati invece per il giovane genio recanatese nel giardino della casa di famiglia, calcato per qualche istante dai ragazzi settempedani prima di recarsi al colle dell’Infinito e respirare la stessa aria che ispirò Giacomo per uno dei sonetti che continuiamo a tramandare di generazione in generazione.

Spiegazioni delle guide rapide, al passo con i tempi, qualche aneddoto, la visione fino a qualche anno fa impossibile anche della camera da letto e dell’angolo dove il poeta soleva cimentarsi nelle sue famose produzioni pure di notte, al tiepido lume della candela, ed un pizzico di umana mestizia. Spontaneo, naturale nell’animo di ragazzi che probabilmente non correranno il rischio di giocarsi la salute come avvenne a Leopardi, che di certo nella maggioranza vivranno un’esistenza decisamente più stimolante della sua ma che, almeno per una giornata, ne hanno condiviso il peso opprimente.

L’ineguagliabile uomo di lettere, con tratti illuministi, prevalenza romantica, poco confortato dalla fede quotidianamente inculcatagli dai genitori, in particolare dalla rigida madre Adelaide, che passò dal pessimismo individuale a quello storico per terminare con una visione cupa dell’esistenza divenuta cosmica, ha saputo meritare il rispetto anche degli alunni più distanti dalla sua concezione della vita. Forse dopo la visita a casa Leopardi gli studenti del Venturi avranno più pazienza nel dedicarsi allo studio della produzione leopardiana e ad alcuni di loro spunterà anche un sorriso nel farlo. Alcuni altri potrebbero avvicinarsi al Natale con un pizzico di desiderio consumistico in meno, già contenti di vivere in un’età e in un contesto famigliare più facili di quelli riservati dal destino al caro Giacomo.

Lu.Mus.