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La locandina di "Evanescente"
La locandina di "Evanescente"

“Evanescente”: in mostra a Montefano le fotografie di Teresa Marasca

Arturo Ghergo (1901-1959) fu un fotografo, originario di Montefano, diventato celebre una volta giunto a Roma nel 1929. Nella capitale, aprì uno studio di fotografia in via Condotti e realizzò una serie di noti ritratti dei personaggi più famosi dell’epoca: dalle attrici (come Alida Valli, Silvana Mangano e Sophia Loren) ai personaggi della politica. I suoi ritratti seppero distinguersi per lo stile, l’utilizzo della luce e la capacità di catturare una bellezza nuova e moderna nei suoi soggetti: in particolar modo, i ritratti femminili divennero delle vere e proprie icone della storia della fotografia.

A Montefano, nel 2012, è nata l’associazione “Effetto Ghergo” con lo scopo di conservare e valorizzare l’opera del fotografo, tramite la gestione del Museo Arturo Ghergo e l’istituzione del “Premio Ghergo”, incentrato ovviamente sulla fotografia. Oltre a queste attività, il museo ospita anche delle mostre temporanee di fotografia e, al momento, è presente la mostra Evanescente, di Teresa Marasca, a cura di Vincenzo Izzo.

La sede del Museo Ghergo

Le fotografie esposte sono state scattate da Marasca durante il Palio delle Contrade di Montefano, ambientato nel primo Novecento. L’autrice (già docente dell’Accademia di Belle Arti di Macerata) ha realizzato i costumi dei figuranti e curato la coreografia della rievocazione storica: durante le serate di festa, ha scattato numerose foto dei personaggi (utilizzando soltanto il cellulare). Foto spontanee, situazioni e pose naturali: questi scatti “rubati”, caratterizzati da momenti di concitazione e situazioni di staticità, sono stati rielaborati dall’autrice, sia in post produzione che matericamente. Ed è così che le opere esposte non sono semplicemente delle fotografie, ma delle “metafotografie” che mettono in discussione la loro identità di partenza. Fotografia, pittura, luce e scrittura si combinano, creando un qualcosa capace di andare al di là della semplice cronaca della rievocazione storica: l’esito finale è una serie di immagini capace di dare efficacemente corpo all’immaginario della Belle Époque e di ricordare la pittura degli impressionisti, senza fossilizzarsi nella scontata citazione del passato.

La mostra Evanescente sarà visitabile fino al 31 agosto al Museo Ghergo (il museo si trova in Piazza Bracaccini). Per ulteriori informazioni, consultare le pagine social (Facebook ed Instagram) dell’associazione (https://www.facebook.com/effettoghergo/, https://www.instagram.com/museo_ghergo/).

Silvio Gobbi