“Il dovere di ogni amministrazione è tutelare gli interessi della cittadinanza, difendere i beni pubblici e garantire la massima trasparenza e partecipazione nei processi decisionali. Eppure a San Severino le persone spesso sono tenute all’oscuro di scelte che le riguardano. Sull’acqua pubblica per esempio, cosa pensa l’amministrazione? Cosa ha fatto? Intende coinvolgere la cittadinanza?”. E’ quanto chiedono i consiglieri di minoranza di Insieme per San Severino Tarcisio Antognozzi, Tiziana Gazzellini e Gabriele Pacini.
Su questo hanno presentato un’interrogazione.
“L’acqua è un bene essenziale, la cui gestione deve rispondere a criteri di equità, sostenibilità e tutela degli interessi collettivi, come ribadito anche dal referendum del 2011 che ha sancito la volontà di milioni di cittadini contro ogni forma di privatizzazione del servizio. L’Aato 3 è impegnato in una fase delicata di transizione verso un nuovo modello di gestione del servizio idrico integrato, con l’individuazione di un nuovo gestore che avrà in mano un servizio essenziale per decenni a venire. Ma i tempi del processo di affidamento sollevano interrogativi legittimi sulla possibilità di addivenire al risultato entro i termini di legge – scrivono i consiglieri – e occorre quindi un grande senso di responsabilità da parte di tutti gli amministratori coinvolti”. I consiglieri chiedono che il sindaco e la giunta chiariscano la posizione ufficiale del Comune, e di sapere se sono state eseguite analisi dei costi e benefici, comparazioni tra gestori, valutazioni ambientali e sociali e altro. Inoltre chiedono i verbali delle riunioni Ato e di conoscere “quali strumenti si intenda adottare per coinvolgere la cittadinanza in questo dibattito”.
Intanto venerdì 30 maggio c’è stata l’ennesima assemblea dei sindaci.
E’ stato consegnato il cronoprogramma per arrivare al gestore unico del servizio idrico: la data di approdo del percorso è quella del 10 marzo 2026, un termine che supera la data del 31 dicembre indicata come limite per evitare l’affidamento ai privati, ma su questo versante i tecnici osservano che la convenzione esistente tra Aato 3 e società di gestione consente il prolungamento del servizio per un anno. Le procedure sono complesse ma si basano su un atto che non è ancora disponibile: il piano di ambito che l’Aato deve adottare e che è annunciato per la fine di luglio.
Piano d’ambito evidentemente necessario per sapere cosa chiede l’Aato per la gestione del servizio idrico nei prossimi anni e per formulare un piano industriale che sia credibile.
Nel frattempo intervengono di nuovo sulla questione le sigle sindacali della provincia Cgil, Cisl e Uil con Daniele Principi, Rocco Gravina e Sergio Crucianelli, nonché Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil con Andrea Coppari, Giuliano Caracini e Manuel Broglia.
Ecco cosa scrivono.
“A distanza ormai di tre mesi dallo sciopero generale dei lavoratori del settore del 28 febbraio e della partecipatissima manifestazione pubblica in piazza Cesare Battisti a Macerata, permane un clima di ingiustificata contrapposizione all’interno dell’assemblea che sta rischiando di pregiudicare l’esito del percorso faticosamente avviato all’indomani della mobilitazione. Siamo arrivati al momento decisivo in cui tutti gli attori in campo devono compiere uno sforzo di responsabilità al fine di formalizzare con atti concreti quelle che fino ad oggi sono state mere dichiarazioni di intenti.
Ci appelliamo quindi al presidente della Provincia e ai sindaci, a partire da quelli dei Comuni più popolosi e proprietari delle Società di gestione, perché riescano ad interloquire costruttivamente con i tecnici di riferimento, al fine di addivenire ad una soluzione realmente condivisa in tempi compatibili con il quadro normativo. Appare evidente che senza un adeguato sostegno politico da parte dei rappresentanti delle istituzioni il lavoro dei tecnici rischia di arenarsi di fronte a cavilli burocratici e diversità di interpretazioni normative, con l’unico effetto di consegnare l’acqua pubblica del nostro territorio ai privati. E’ arrivato il momento che la politica, ad ogni livello, faccia sentire la propria voce in modo autorevole. Da parte nostra abbiamo voluto fino ad oggi dare fiducia al progetto costituendo in atto, ma il tempo sta realmente scadendo ed in assenza di avanzamenti concreti già dalla prossima assemblea già convocata per il 12 giugno ci riserviamo di riavviare il percorso di mobilitazione tra i lavoratori ed i cittadini. L’abbiamo detto più volte: non permetteremo la svendita dell’acqua restando in silenzio”.
Il Settempedano

