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Anche molti settempedani al Pellegrinaggio 2024
Anche molti settempedani al Pellegrinaggio 2024

Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto: la riflessione dopo il cammino

Anche quest’anno, nonostante la concomitanza con la festa del patrono e il corteo storico del Palio dei castelli, molti settempedani hanno partecipato al Pellegrinaggio Macerata-Loreto, il cammino notturno verso la Santa Casa che, proposto da ben 46 anni da Comunione e liberazione, si snoda per 28 chilometri tra le nostre colline, scandito dalla preghiera, dal canto e dal silenzio. C’è chi lo ha fatto come gesto personale di fede e chi lo ha vissuto da volontario a sostegno della macchina organizzativa. I dati parlano di circa 60 mila pellegrini in marcia e di circa 1.500 persone che si sono adoperate per garantire l’ordine, la sicurezza e il servizio di amplificazione e illuminazione durante il cammino. Fra loro anche un centinaio di volontari con il compito di spingere a turno le carrozzine dei circa quaranta disabili che hanno partecipato alla marcia e di assisterli costantemente.

Poi c’erano i medici e i sanitari, i conducenti delle ambulanze e dei pulmini di supporto per i camminatori che per la fatica o un malore non hanno potuto proseguire la marcia e, tra numerosi altri, una squadra di giovani che hanno montato e smontato le strutture alla partenza, presso il centro fiere di Villa Potenza, e all’arrivo, in piazza della Madonna a Loreto. Un’organizzazione imponente, insomma, per accogliere le decine di migliaia di pellegrini, giunti quest’anno da tutte le regioni italiane oltre che da Lisbona, Bucarest, l’Ucraina, la Francia, la Svizzera, il Perù.

All’indomani del pellegrinaggio si fa ancora più stringente la domanda: “Come è possibile questo”?

Ecco la riflessione di chi ha organizzato e vi ha partecipato…

Di cosa siamo stati testimoni? Delle 60 mila persone che hanno partecipato? Della macchina organizzativa che ha affrontato il test di una partenza diversa dallo stadio? Delle tante persone che ad ogni ora della notte hanno aspettato il lungo fiume di pellegrini diretti alla Santa Casa? Delle 28 mila persone che hanno seguito la diretta su youtube?

La domanda vera è: che cosa accade nell’intimo di ciascuno di noi per muoverci da tante parti, anche lontane, a compiere un gesto così
impegnativo, magari dopo ore di viaggio?

Il pellegrinaggio è un avvenimento e proprio per questo tocca l’intimo di coloro che vi partecipano, diventando così esperienza. L’esperienza non si organizza: accade. Non è generata da chi cura il gesto, ha il sapore di una corrispondenza imprevista e stringente, come la gioia più forte della stanchezza.

Il pellegrinaggio è uno spazio umano dentro cui accade qualcosa che va oltre le parole ed i gesti.

Che cosa?

“L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria”. L’iniziativa del divino è libera, sorprendente, non si può programmare, ma solo accogliere. Maria l’ha riconosciuta e ospitata: il Suo seno è stato la prima dimora carnale di Dio nel mondo.

Maria ci invita ad accogliere l’iniziativa del Dio che, in un tempo non meno drammatico del nostro, ha aperto una porta sul mistero e continua ad offrire una strada a chi vuole seguirlo.

Non basta tornare a casa con un’emozione, ma con una domanda: dove mi vieni incontro oggi per continuare quell’esperienza di corrispondenza che nel pellegrinaggio ho vissuto?