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Emanuele Ruggeri
Emanuele Ruggeri

Ruggeri: “La scelta migliore è annullare l’intera stagione”

A due mesi esatti dal fermo del calcio per l’emergenza sanitaria da coronavirus, si aspetta la decisione che dovrà essere presa dagli organi competenti sul futuro dei campionati. Si potrà ricominciare o tutto verrà fermato definitivamente? Aspettando novità in merito, abbiamo sentito Emanuele Ruggeri. Insieme al tecnico della Settempeda abbiamo parlato di questo particolare momento.

Ciao Lele, dopo un po’ ci sentiamo e vediamo (grazie alla video chiamata). Come va?

“Sto bene. Cerco, come tutti, di vivere al meglio questo periodo cercando di trascorrere nel modo migliore le ore in casa. Cerco di tenermi in forma facendo esercizio fisico. Ho riscoperto il piacere di leggere e lo sto facendo molto, anche libri sul calcio per aggiornarmi e così penso un po’ al calcio”.

Le settimane in cui si è fermi sono ormai tante. Che situazione stai vivendo?

“Situazione incredibile, inimmaginabile, che lascia attoniti e che è surreale sotto tutti i punti di vista. Nessuno all’inizio pensava a tutto questo. Sono soprattutto triste, perché non si possono fare quelle cose a cui eravamo abituati quotidianamente e tra queste metto anche il calcio. La possibilità di stare insieme, fare gli allenamenti e le partite, vivere lo spogliatoio, incontrare le persone della società. Cose alle quali è difficile rinunciare. Il campo sportivo ci manca e confidiamo di poterci tornare al più presto in modo da riacquistare la normalità nello sport e non solo”.

Il campionato si è fermato poco prima della volata finale…

“E’ stato un duro colpo dover interrompere una stagione giunta nel momento decisivo e per noi della Settempeda è stato un peccato, perché stavamo facendo bene e potevamo dire la nostra nel finale anche puntando a obiettivi importanti. Fermarsi dopo aver lavorato tanto e aver dato il massimo è stato pesante, ma non c’erano alternative. Prima di ogni cosa c’è la salute, propria e degli altri, e la scelta è stata giustissima e inevitabile”.

Si parla tanto della decisione che dovrà essere presa sui campionati. Tu che faresti?

“Annullerei la stagione. Tutto cancellato, come se non si fosse mai giocato. Sarebbe la scelta migliore e più giusta secondo me. Confermare le classifiche attuali, come sembra, non mi troverebbe d’accordo. Azzerando tutto vedrebbe penalizzate alcune squadre è vero, ma credo siano poche rispetto alle altre che si trovano in tornei dove tutto è ancora in bilico e si doveva giocare per ogni obiettivo. Quindi azzeriamo i campionati e pensiamo ad organizzare la prossima stagione”

Immaginiamo lo scenario più bello. Si torna in campo…

“Sarebbe una cosa bellissima, un sogno, ma temo sia impossibile. Sono troppi gli ostacoli e i problemi per sperare in una ripartenza. Comunque ipotizzando la ripresa, ci troveremo di fronte a una situazione mai vissuta, unica nel suo genere. Dopo due mesi di inattività, dovremmo rifare la preparazione, come se fossimo in estate. Dovrebbero concederci il tempo necessario per allenarci, almeno tre settimane, in modo da avere i giocatori in una forma accettabile. Sarebbe anomalo, poi, anche giocare un mini torneo da sette partite. Da un lato sarebbe pure interessante, dall’altro molto impegnativo e duro, con ritmi serrati. In realtà io lo farei volentieri, perché vorrebbe dire tornare a fare quello che ci piace e che i rischi per il virus sarebbero praticamente nulli”.

La realtà, invece, sembra diversa e sembra portare verso lo stop totale.

“A quel punto penseremmo alla stagione prossima. La speranza è quella di ripartire normalmente, quindi in estate, e ciò vorrebbe dire che le cose saranno risolte e saremo tutti al sicuro e più tranquilli. Ci sarebbe curiosità nel vedere quale calcio ritroveremo e credo che sarà un po’ diverso, perché molte cose non saranno come prima, a cominciare dall’aspetto economico. Immagino che ci potrà essere un cambiamento netto nella vita di tutti noi, compreso l’ambiente del calcio”.

Roberto Pellegrino

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