Home | Teatri di Sanseverino | “Capri-Revolution” chiude la rassegna dei film all’Italia
Euro Net San Severino Marche
Capri-Revolution
Capri-Revolution

“Capri-Revolution” chiude la rassegna dei film all’Italia

Giovedì 28 e venerdì 29 novembre (ore 21) ultimo appuntamento al cineteatro Italia con la rassegna cinematografica curata dai Teatri di Sanseverino e dal Cinema San Paolo: Capri-Revolution, di Mario Martone, con Marianna Fontana, Donatella Finocchiaro, Antonio Folletto, Reinout Scholten van Aschat e Maximilian Dirr.

Di seguito, la recensione dell’opera.

Capri, 1914. In questa piccola isola, in un periodo buio per l’Europa ed il mondo intero (siamo alla vigilia della Prima guerra mondiale), convivono delle realtà completamente differenti tra di loro. Lucia (Marianna Fontana), ragazza del luogo, vive con la madre (Donatella Finocchiaro) e la famiglia: tutto il giorno si occupa delle sue capre, seguendo il solco del tipico mondo rurale e tradizionalista dell’Italia di quei tempi. Non molto distante da lei, abita un gruppo di artisti nordeuropei “capeggiati” da Seybu (Reinout Scholten van Aschat), un pittore tedesco che, con la sua comune, è alla ricerca di un mondo spirituale in equilibrio con la natura; all’interno della sua comunità, inoltre, vive il terapeuta Hermann (Maximilian Dirr), un personaggio ambiguo, con una visione dionisiaca e cruda dell’esistenza. Infine, nell’isola è da poco arrivato il medico Carlo Rocco (Antonio Folletto), un giovane dottore di idee socialiste, fedele alla scienza ed al progresso. Queste tre, quattro realtà (se consideriamo a sé l’entità di Hermann) si incontreranno in questa isola, si scontreranno in questo angusto spazio, vedendo quante e quali sono le differenze e similitudini esistenti tra di loro.

Capri-Revolution di Mario Martone racconta questo contatto tra mondi differenti, cercando di far scivolare lo spettatore nel profondo, nell’intimo delle vicende dei protagonisti. Lucia è intimorita ed affascinata da quei nudisti pacifisti riuniti attorno a Seybu: si fa coinvolgere dalle vibrazioni emesse da quelle persone, intrise di letture orientali e di teosofia. Ma il mondo è in fibrillazione, e come la guerra sta per dilagare in tutta Europa, anche nella piccola Capri queste realtà si scontrano. Gli italiani del posto giudicano il gruppo di pacifisti un’accozzaglia di pericolosi spostati, ed il medico socialista, forte del proprio materialismo, non comprende la spiritualità artistica di Seybu. L’incontro tra il dottor Carlo Rocco e Seybu è uno dei punti più riusciti della pellicola. Il medico rappresenta la materia, la scienza, il progresso dell’umanità attraverso le vie della giustizia sociale e del socialismo; l’altro, il guru, cerca la comprensione dell’umanità attraverso le vie dell’arte e della percezione, dell’unità tra uomo e natura (ostacolato dall’infimo Hermann, dedito alle pratiche orgiastiche più per il proprio piacere che per il volere delle divinità greco-antiche). Due poli, Seybu e Rocco, entrambi alla ricerca di un mondo migliore, ma incapaci di un vero punto di contatto. In mezzo a questo scontro culturale, tra materia e spirito, c’è Lucia, rappresentante del mondo arcaico e contadino, dove la donna è legata alla famiglia e non ha alcuna libertà di scelta. La giovane, affascinata da Seybu, intraprende con lui un viaggio alla ricerca della propria libertà, e ciò la porta all’emancipazione, a fare del mondo intero la propria casa. Capri-Revolution è un viaggio in un piccolo spazio che racchiude il pianeta, una ricerca di sé, una riflessione su quanto il mondo di ieri non sia poi così distante da quello di oggi, ancora incapace di “rivoluzionarsi”, di accettare la libertà dei singoli e le differenze degli altri. Un buon film per concludere la rassegna cinematografica.

Silvio Gobbi

Centro Medico Blu Gallery