Una delegazione della Città di San Severino si è recata a Comiziano, in terra napoletana, per presenziare alle cerimonie religiose e civili organizzate in onore del santo patrono, san Severino vescovo. A rappresentare la comunità settempedana sono stati il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, accompagnato dal Gonfalone della Città, e padre Luciano Genga insieme ad alcuni fedeli.
I festeggiamenti, coordinati dal parroco don Giovanni Kumar e dal Comitato locale, hanno vissuto i loro momenti di più intensa fede con il triduo solenne di preparazione e la celebrazione eucaristica officiata da monsignor Beniamino Depalma, arcivescovo emerito di Nola, seguita dalla tradizionale processione con la sacra immagine di san Severino vescovo, la Madonna delle Grazie e la reliquia del patrono lungo le vie del paese.
Il legame tra San Severino Marche e Comiziano affonda le sue radici proprio nel culto condiviso per san Severino vescovo. Nato attorno al 470 d.C. nella città romana di Septempeda, il santo divenne vescovo lasciando un’impronta indelebile di carità e devozione che da secoli travalica i confini regionali. A Comiziano la venerazione verso il vescovo settempedano si è consolidata nel corso del Novecento, dando vita a un fraterno gemellaggio di fede che vede la comunità campana recarsi periodicamente in pellegrinaggio da noi e accogliere con grande calorosità le delegazioni settempedane in occasione delle festività di fine estate.
“È stato per me un grande onore rappresentare la nostra Città e portare il saluto di tutta l’Amministrazione comunale e dei cittadini settempedani a Comiziano – ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata –. Il legame che ci unisce a questa comunità nel nome del nostro comune Patrono, San Severino Vescovo, è forte, sincero e vissuto con immensa devozione. Ringraziamo il parroco don Giovanni Kumar, il sindaco, il Comitato e tutta la cittadinanza di Comiziano per l’accoglienza calorosa e fraterna riservata alla nostra delegazione e a padre Luciano Genga. È fondamentale custodire e valorizzare queste radici comuni che uniscono territori e persone sotto il segno del bene e della fede”.
Il Settempedano





