Dopo un anno in stand by la gita delle terze medie dell’Ic Padre Tacchi Venturi è tornata ad abbracciare un arco temporale che ha compreso anche una notte lontano da casa, tanto temuta dal tandem genitori-insegnanti quanto agognata dai ragazzi e comunque consumata senza criticità. Vissuta tra Lombardia (Mantova) e Veneto (Vicenza e Verona), la visita d’istruzione ha visto protagonisti un’ottantina di alunni con i rispettivi docenti e dirigente Scattolini con l’obiettivo di cementare il gruppo ormai prossimo a quello che una volta si chiamava “licenziamento” in ottica istituti superiori e di trascorrere una due giorni in serenità ed allegria cogliendo il meglio da luoghi ameni e densi di arte, storia e cultura.
Partiti in… motonave per godersi Mantova dal Mincio, con tanto di vento gelido a risvegliare i torpori e gli assopimenti in pullman, i ragazzi hanno successivamente ammirato la Camera degli sposi, collocata nel torrione nord-est del Castello di San Giorgio di Mantova, nobile esempio di architettura militare. Celebre per il ciclo di affreschi che ricopre le sue pareti, il capolavoro di Andrea Mantegna, realizzato dopo ben nove anni di fatiche, ha messo in mostra una prospettiva capace di dilatare i limiti fisici della stanza per la celebrazione politico-dinastica dei Gonzaga giunti al top della loro magnificenza con l’elezione a cardinale di Francesco. Dal Mantegna a Leon Battista Alberti con il capolavoro di architettura rinascimentale della più grande chiesa di Mantova, la basilica di Sant’Andrea, unica in Italia, come sottolineato dalle guide della comitiva settempedana, a possedere ben sette navate e famosa per la presenza di due reliquiari con la terra intrisa di sangue di Cristo, che avrebbe portato il soldato romano Longino.
Al momento della visita al monumentale palazzo Ducale con 34.000 metri quadrati di estensione, oltre 500 stanze e 15 tra giardini, piazze cortili, i primi cedimenti fisici dei ragazzi già idealmente proiettati alla sistemazione nelle camere d’hotel a 4 stelle – assegnate forse con un pizzico di generosità – in cui i più hanno vissuto l’unica vera delusione del viaggio d’istruzione, la partita della nazionale di calcio nella sperduta città dell’acciaio di Zenica che ha sancito l’eliminazione, ad opera stavolta della Bosnia, dalla fase finale del mondiale per il terzo quadriennio consecutivo. Vista con trepidazione dai più in folti gruppi nelle rispettive camere è valsa solo qualche protesta degli ospiti stranieri (inglesi e tedeschi) che avevano già risolto in precedenza il problema… qualificazione.
Seguendo il filone calcistico gli studenti settempedani sono passati dai “virgiliani” di Mantova, in lotta per conservare una piazza in serie B, ai biancorossi del Lanerossi Vicenza appena promossi nella cadetteria, per terminare con gli scaligeri dell’Hellas Verona che in B probabilmente ridiscenderanno. Nel centro vicentino qualche rimando all’arte palladiana ma anche tanto dinamismo, stavolta soprattutto dei prof che hanno destato il sorriso incuriosito dei locali per una dimostrazione di ballo improvvisata sotto la torre Bissara che alla fine ha coinvolto anche i più intrepidi tra gli studenti. A Verona immancabile visita all’Arena e carezza in… lontananza, visto che proprio il primo aprile è passata a pagamento la visione più attesa del balcone di Romeo e Giulietta, al seno della Capuleti.
Dopo il ritardo per attendere chi aveva perso momentaneamente la bussola, il rientro indolore alla base per ritrovare il maltempo e gli immancabili libri prima di prove Invalsi ed esame conclusivo. Ma ci sono ancora le opportune vacanze di Pasqua per rifiatare.
Lu.Mus.
Il Settempedano





