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Il San Vicino
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Unione montana senza Cingoli e Treia, il presidente Cingolani: “Pronti a una battaglia di giustizia territoriale”

Il presidente dell’Unione montana Potenza Esino e Musone, che ha sede a San Severino, interviene con fermezza in merito all’esclusione dei Comuni di Cingoli e Treia dal recente elenco dei Comuni montani definiti a livello normativo. Una decisione che viene giudicata incomprensibile e penalizzante per lo sviluppo socio-economico dell’intero comprensorio: “Siamo di fronte a un paradosso tecnico che rischia di trasformarsi in un danno epocale per le nostre comunità”, dichiara il presidente Denis Cingolani, concentrando la sua critica sui criteri utilizzati per la classificazione che sembrano ignorare la realtà morfologica del territorio

“Risulta paradossale che un Comune come Cingoli, nello specifico, con il capoluogo situato a 631 metri di altitudine e con la maggioranza della popolazione residente sopra la soglia dei 350 metri venga considerato “pianeggiante”. Cingoli è stata per decenni sede della Comunità montana del San Vicino, confermando la sua vocazione montana naturale e amministrativa. L’applicazione rigida delle nuove norme sta portando a situazioni in cui Comuni con altitudini medie inferiori e territori prettamente collinari vengano riconosciuti come montani, mentre realtà storicamente montane, com’è anche il caso di Treia, restano escluse”.

Il presidente dell’Unione montana, Denis Cingolani, poi aggiunge: “L’esclusione da tale classificazione non è una semplice questione di “etichetta”, ma comporta la perdita di opportunità vitali. I Comuni montani, infatti, beneficiano di fondi specifici per il contrasto allo spopolamento e il potenziamento dei servizi. Senza il riconoscimento dello status di “montanità”, centri come Cingoli e Treia rischiano di vedere ulteriormente indeboliti i servizi essenziali come scuole, sanità di prossimità e trasporti. In questa situazione nuova imprese e giovani coppie perderanno l’accesso a bandi e incentivi pensati esclusivamente per le zone svantaggiate di montagna. Non possiamo permettere che si riempiano le pagine di programmi elettorali con la ‘valorizzazione dei borghi’ per poi svuotarli di risorse attraverso norme che non tengono conto della realtà dei fatti. L’Unione montana Potenza Esino Musone si farà promotrice di un’iniziativa di coordinamento tra i sindaci esclusi per richiedere una revisione immediata dei criteri di calcolo presso la Regione e nelle sedi parlamentari competenti. L’obiettivo sarà correggere una norma che, così come formulata, non potrà che produrre effetti ingiusti e minare la “filiera politica” che dovrebbe garantire la tutela dei territori dell’entroterra. La nostra non vuole essere una battaglia di campanile, ma di giustizia territoriale. Chiediamo coerenza: se un territorio è montagna nei fatti, deve esserlo anche per la legge”.