Home | Cultura | “Storie marchigiane”: al Feronia rivivono i moti carbonari maceratesi
Una scena dello spettacolo
Una scena dello spettacolo

“Storie marchigiane”: al Feronia rivivono i moti carbonari maceratesi

La storia del territorio marchigiano rivive sul palcoscenico del Feronia: sabato 24 gennaio (ore 21.30) il teatro comunale di San Severino ospita lo spettacolo “Carbonari! Gli sconvolgimenti politici nelle Marche dal 1808 al 1818”, un dramma storico in due atti per la regia di Stefano Cosimi.

L’opera si inserisce nel progetto “Storie marchigiane” dell’associazione culturale “La Torre che ride”, una collana di lavori teatrali dedicati a fatti rilevanti della cronaca e della storia regionale, che ha già portato in scena vicende come l’assedio di Ancona del 1173 o la storia dell’affermarsi del feudo Cesarini nella Civitanova pontificia fino alla sua erezione in ducato con bolla di Sisto V.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune, ha il sostegno di importanti partner tra cui la Fondazione Lina Andreani Gregorini.

La Fondazione, come noto, è stata costituita nell’agosto del 2020 oper volontà testamentaria di Gian Paolo Gregorini, già responsabile della segreteria del presidente della Cassa di risparmio della provincia di Macerata. Fra i suoi scopi c’è la promozione del principio di libertà e delle responsabilità individuali attraverso eventi a carattere culturale – come questo spettacolo al Feronia – o iniziative di pubblica utilità.

Inoltre, la Fondazione ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere progetti di interesse generale nei settori artistico-culturale e medico-sanitario, incluse iniziative editoriali, nonché di promozione e diffusione della prativa del volontariato e delle altre attività di assistenza, beneficenza, tutela e sostegno delle persone svantaggiate. 

Per quanto riguarda lo spettacolo, verrà ricostruito in scena il primo tentativo insurrezionale carbonaro in Italia, avvenuto nella Macerata del 1817. Al centro della storia troveremo la figura di Giacomo Costantino Beltrami, giudice e già volontario cisalpino, la cui vita avventurosa si intreccia con quella dell’amata Giulia de Medici Spada e di animosi carbonari come Carletti e Riva, ma anche quella del bandito Bellente, la fidanzata Lisetta, quella di Monaldo Leopardi e del cardinale Rivarola.

La vicenda ripercorre i tentativi insurrezionali contro il potere pontificio, culminando nel fallito colpo di mano della notte di San Giovanni nel nostro capoluogo di provincia. La rappresentazione racconta che proprio quella notte il colpo di mano fallì per far posto a una repressione papalina molto pesante. Dopo la retata i processi termineranno con condanne a morte, che non verranno mai eseguite in realtà, con ergastoli e altre pesanti pene detentive, mitigate solo nei tempi successivi. Il dramma, inoltre, racconta l’esilio di Beltrami. Perseguitato dal governo pontificio, l’eroe marchigiano lascerà la sua terra per un viaggio leggendario alla ricerca delle sorgenti del Mississippi, dove troverà finalmente la propria pace interiore.

L’associazione “La Torre che ride”, costituita nel 2016, propone una rappresentazione curata nei minimi dettagli: costumi d’epoca, scenografia essenziale e uso sapiente di luci e commenti musicali per rendere incalzante il ritmo del racconto storico.