Un esempio di sinergia operosa tra privato e pubblico è quello della Fondazione Anello della vita di San Severino e l’Hospice della struttura
ospedaliera settempedana. Il forte legame esistente tra le due realtà è stato testimoniato da un’ulteriore e importante donazione di 12 poltrone-letto destinate agli assistenti dei pazienti ricoverati, familiari e caregiver, per un valore che supera i 14 mila euro.
Stamattina, giovedì 21 maggio, si è svolta la conferenza stampa che ha reso pubblica la donazione. All’incontro sono intervenuti il direttore generale dell’Ast Macerata, dottor Alessandro Marini, il sindaco Rosa Piermattei, l’avvocato Marco Massei, presidente della Fondazione, il responsabile dell’Hospice, dottor Sergio Giorgetti, e la dottoressa Marina Lombardello, direttrice facente funzione della Rete delle Cure palliative locali di Macerata.
Il sindaco Piermattei ha espresso la gratitudine dell’intera cittadinanza per un presidio così importante per il territorio, valorizzando il ruolo cruciale del personale sanitario: «Qualche giorno fa abbiamo avuto una donazione per l’Oncologia, oggi ne abbiamo un’altra per l’Hospice: è quindi un grande onore e dovere per noi come amministrazione essere presenti e ringraziarvi tutti di vero cuore, perché abbiamo toccato proprio due luoghi molto cari e molto importanti per la vita di tutti i giorni per la nostra comunità. E ringrazio veramente gli operatori: senza il vostro operato, senza il vostro entusiasmo, non si potrebbe andare avanti».
Il sindaco ha inoltre auspicato di potersi incontrare nuovamente e molto presto con i vertici dell’Ast per portare belle novità sul futuro e sul potenziamento della struttura ospedaliera settempedana.
Sul tema dell’organizzazione e della sinergia territoriale è intervenuto il direttore Marini, che ha inserito la donazione nel quadro del potenziamento della sanità di prossimità, come la futura Casa di comunità, e dello sviluppo dei servizi specialistici di rete: «“L’anello della vita” rappresenta una comunità che c’è, e ci è vicina, e questo ci aiuta tantissimo perché noi possiamo fare tanto con le nostre risorse e le competenze, ma serve anche la vicinanza vera e fattiva, come quella di questa Fondazione. Stiamo vivendo una trasformazione importante, un passaggio dall’offerta ospedaliera a quella del territorio. In quest’ottica abbiamo creato un dipartimento onco-ematologico che mette in coerenza tutte le strutture che lavorano su questo ambito specialistico, facendo un collante da Civitanova a Macerata fino a San Severino. In questo percorso è fondamentale anche il ruolo dei medici di famiglia, per fare una comunità che interagisce, orienta i cittadini e garantisce l’appropriatezza delle prestazioni».
Successivamente, l’avvocato Massei ha evidenziato il valore della collaborazione tra pubblico e privato per preservare i servizi di eccellenza e ha chiesto continuità per il futuro della struttura: «Le nuove poltrone-letto sono già state installate e consentono di poter assistere i degenti in condizioni umanamente migliori. Ci rendiamo conto che nel settore pubblico la coperta è corta, e donazioni come questa devono fare in modo di non disperdere queste realtà di eccellenza che abbiamo, come l’Hospice di San Severino. Una realtà che è riuscita ad ottenere dei risultati importanti, grazie al lavoro svolto dai medici fino al personale infermieristico e ai volontari, perché se non ci fosse questo loro atteggiamento di estrema vicinanza ed attenzione, probabilmente non arriverebbero neanche questi aiuti e donazioni. Proprio per non disperdere questo bagaglio di esperienze, sarebbe necessario disporre un bando che consenta di garantire un ricambio generazionale e un avvicendamento medico all’interno del reparto». Massei ha infine anticipato che il prossimo 22 giugno si terrà una nuova conferenza stampa, insieme all’Università di Camerino, per presentare il parere positivo del comitato etico sulla sperimentazione dell’utilizzo della vitamina D in ambito oncologico (a questo studio dell’Università di Camerino ha collaborato anche l’Oncologia di San Severino).
In seguito, ha preso la parola la dottoressa Lombardello, che ha ricordato la necessità di fortificare le cure palliative espandendo la rete sul territorio e promuovendo il ritorno in presenza dei volontari in reparto per contrastare la solitudine dei pazienti più fragili.
La conferenza si è chiusa con la testimonianza del dottor Giorgetti, il quale ha spiegato il valore simbolico e concreto delle nuove postazioni e il principio che guida il reparto: «Tutte le nostre camere sono singole, con il letto per il paziente e la poltrona-letto per i familiari. È il terzo gruppo di poltrone che cambiamo dall’apertura nel 2009, perché sono cose usate quotidianamente da tutti.
Sei anni fa ho perso una persona a me molto cara e ricordo la prima notte che ho dormito nella poltrona qui in Hospice: per me è stato come rinascere dopo notti passate sulle sedie da sdraio altrove, quindi capisco più di ogni altro l’importanza di questa donazione. In Hospice non abbiamo strumenti particolari, ma abbiamo due armi fondamentali: la comunicazione, cioè parliamo con la gente ed ascoltiamo, e il comfort sia fisico che “dialettico”, per noi fondamentale».
Silvio Gobbi
Il Settempedano







