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Il gruppo dei partecipanti all'iniziativa (foto di Massimo Simonetti)
Il gruppo dei partecipanti all'iniziativa (foto di Massimo Simonetti)

Le nozze d’oro de “Issi Nostri”: 50 anni di Amicizia e Lealtà

Si sono ritrovati in oltre 60 gli amici del comitato Issi nostri de Cesolo e dintorni, che hanno partecipato alla grande festa in occasione dei 50 anni di amicizia e lealtà. Le nozze d’oro dei ragazzi amici dagli anni ’70 sono state celebrate al ristorante LK di Parolito dove si sono ritrovati con gioia, con immensa gioia e hanno vissuto emozioni e brividi, non facili da descrivere, specie i brividi. C’erano quasi tutti e in virtù di un’organizzazione perfetta da parte del regista e della cura di ogni minimo dettaglio (l’Amicizia è un dono sacro) e menu differenziati, ognuno ha trovato pane per i suoi denti e si è andati oltre, molto oltre, dimentichi che non si ha più 20 anni ma 50 in più, per cui la gara per chi mangia più piatti di tagliatelle al sugo di oca sarebbe stato meglio evitarla (vero Fabio? E tu Paolo, ci vuole il coraggio tuo!!), considerato che diversi protagonisti, che hanno esagerato, mancano nella foto finale (al momento della stampa non è stato confermato il numero dei piatti di tagliatelle ai frutti di mare trangugiati da Alberto de Falistocco; la moglie riferisce che solo lui lo sa, ma sta zittu, e al di là delle pietanze davvero squisite (complimenti Alberto… anche per la vostra classe, sempre rara!) ma il tempo è volato via veloce. La festa è stata allietata dal complesso “I Ricci e Poveri”, tre stupendi ragazzi educati e gentili, nipoti dei più famosi nonni Angelo e Angela, Marina e Franco, che hanno cantato le “nostre” canzoni più amate, quelle dei Ricchi e Poveri appunto.

La festa è iniziata con gli auguri di tutti a Massimo, il festeggiato nell’altra sala, che ha gradito molto e noi anche perché sappiamo bene che più porti gioia agli altri più sei felice tu. E siamo stati davvero felici in questa giornata allietata da tante e tali sorprese che mi resta difficile elencare, oltre ai bei vasetti e composizioni di fiori (Carla è una vera artista) su ogni tavolo e quadri e quadretti con frasi sull’amicizia, un biglietto ricordo personalizzato e la cura di ogni minimo dettaglio. Lo spettacolo durato 4 ore è stato condotto da professionisti del mestiere, venuti da ogni parte per l’occasione: u Wasse, compà Cipo, Cesare de Burdu, Velio de Sugarì mentre Lorena Giusti ha scelto e cantato personalmente le canzoni suggerite compresa anche quella stupenda Il cielo è sempre più blu dedicata ai cari amici Alberto e Luisa Falistocco che hanno cantato piangendo insieme a lei suscitando una commozione indicibile e, se ci penso, mi viene da piangere ancora. Rinviata alla festa per i 60 anni la performance de Zumpì, che stava preparando da anni le barzellette più toste di sempre, dato che alla fine c’è mancato… il tempo.

Anche Tiziana e Albertò ci hanno fatto risentire la loro bella voce mentre Nadia e Ivana hanno pensato più ai fatti che alle chiacchiere con il loro compito di cassiere, perfettamente eseguito.

Interventi, discorsi e ricordi sono stati numerosi ed emozionanti, tanto che lo stesso fotografo Massimo ne era spesso così preso da dimenticare lo scopo per cui l’avevamo chiamato, finchè che ad un certo punto vedendolo emozionato in un angolo gli ho detto: “Massimo che c’iai da piagne?” M’ha risposto: “Scusame Wasse, me so commosso e me so perso un pò de foto”. Tranquillo, gli ho detto, o peggio è o male!

Il momento clou della giornata è stata la mostra dei reperti più unici che rari della storia antica del comitato, reperiti miracolosamente tra le macerie delle case lesionate e abbattute di qualcuno dei nostri amici:

1) Reperto n. uno: la ben nota mattonella trafugata da casa Wasse in quel di Cesolo nella festa di San Martino dell’11 novembre 1981 da parte di Gilberto u Paggiolo e Giuliana che si conobbero sopra quella piastrella e non si spostarono per tutta la notte, trafugandola poi, all’alba.

2) Reperto n. tre: l’ultima mano di poker nello sgabuzzino sotterraneo del bar Arturo tra Tollò (sfigato), Pippo (fortunato ma gli tremano le mani, come il pennarello), Paggiolo – anche lui scala- e Gino, eterno fracicu, da cui il soprannome Fracicu.

3) Reperto n. diciassei: la tabella riassuntiva delle frequenze al bar di Arturo 1979-1984, dove è possibile notare l’improvviso abbandono del Paggiolo dall’12 novembre 1981 e la lotta serrata tra Paolo Crognaletti, sposato ma con libertà illimitata, Adino de Pignà, che sta sempre là anche se non sapimmo come fa, e Fabrizio de Tollò, sempre presente nonostante la marcatura stretta (ma poco fallosa) di Lorena.

4) Reperto n. diciassette: la bella Lorena dopo 10 anni di sforzi è finalmente riuscita a portare Fabrizio all’altare e a conquistare l’ambito premio DONNA MODELLO 1987.

5) Reperto n. venti: il reperto più incredibile della storia del comitato de Issi nostri: la foto del matrimonio de Raffaè de Rumachella. Eravamo al Parco Hotel e il gruppo degli amici ha atteso lungamente gli sposi all’aperto per la fatidica foto con gli sposi. Raffaè chiacchiera, chiacchiera, chiacchiera come sempre e gli sposi non escono; quando si fa notte le nostre ragazze si ritirano in auto per il freddo e ai pochi di noi rimasti nell’attesa non resta che chiedere ad un’altra coppia di sposi anch’essi clienti al Parco, di posare un attimo con noi per la foto ricordo con Raffaè. E così fu. I due sposi, mai visti e conosciuti, posano con noi e io dissi, scherzando: Inviate a Casa Wasse, Cesolo. Dopo due settimane arriva la foto che vedete di una coppia di Corridonia (privacy) che scrive a quell’indirizzo scarno ma conosciuto in tutto l’Orbe; grazie ragazzi per la cortesia e così finalmente abbiamo anche la foto di Raffaè e Rosina sposi. Chi non volesse credere alla storia, può consultare originale della busta e della foto sempre a casa Wasse, Cesolo dove è stato istituito da oltre 40 anni, grazie ai fondi europei, un progetto sulla storia basso-medievale-moderna e quasi contemporanea di Cesolo, il “Museo de Issi nostri”.

Come si diceva all’inizio, una giornata unica, storica, indimenticabile. C’erano solo due dei nostri 135 figli, ma solo Sara e Antonino potranno dire tra 50 anni “Io c’ero”. Noi saremo oltre, sempre felici dell’Amicizia che ci è stata donata e della Vita anch’essa regalata.

Per il Comitato: U Wasse, in arte GiamBo, all’anagrafe Giammario