Una città di provincia affacciata sul lago d’Orta, quattro personaggi ai margini: Umberto (Antonio Albanese), musicista fallito; Beppe (Giuseppe Battiston), idraulico inetto; Gigi (Nicola Rignanese), un nullafacente; Toni (Niccolò Ferrero), figlio di Umberto, appena uscito di galera per alcune truffe. Vivono vite amare e insoddisfatte, scandite da una routine immobile. Una sera, per sbaglio, i quattro investono qualcuno mentre sono in macchina e, invece di fermarsi, fuggono via. Da questa scelta prende avvio una serie di disavventure che li trascinerà fuori, loro malgrado, dall’inerzia quotidiana.
Lavoreremo da grandi, diretto da Antonio Albanese e scritto dallo stesso Albanese insieme a Piero Guerrera, è una commedia ritmata e ben congegnata, caratterizzata da una successione di battute e situazioni comiche mai forzate, capaci di incastrarsi con naturalezza: il risultato è un racconto ironico, intelligente e compatto, sostenuto da un copione diverso dal consueto, con sviluppi narrativi che evitano la prevedibilità.
Dopo il drammatico Cento domeniche, Albanese torna alla comicità con un’opera fresca e riuscita, capace di tratteggiare la malinconia dei suoi personaggi senza mai farla straripare. Uomini imbevuti di alcol, stanchi e senza reali prospettive di riscatto diventano così un gruppo improbabile e affiatato, a cui può capitare di tutto, e proprio in questa imprevedibilità il film trova la sua forza.
La provincia del Nord diventa allora uno spazio simbolico: immobile come l’acqua del lago che riflette l’esistenza sospesa dei protagonisti. Un’avventura inaspettata rompe per un momento quella quiete apparente, rovesciando una quotidianità solitaria e monotona e conducendo la storia verso una traiettoria imprevedibile: così, questi uomini abituati a fuggire dalle proprie responsabilità, sono, stavolta, per forza costretti ad affrontarle.
Espressivi, sinceri e mai caricaturali, i personaggi funzionano grazie a interpretazioni misurate e a una regia che sa seguirli, accompagnandoli, con discrezione, nelle loro assurde vicende. Lavoreremo da grandi fa ridere senza essere banale, grazie al suo crescendo efficace e al finale ben confezionato, confermando come Antonio Albanese non sia soltanto un attore, ma un autore capace di muoversi tra i generi e di delineare, anche nella commedia più leggera, personaggi credibili e umanamente interessanti.
Silvio Gobbi
Il Settempedano



