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Gabriele Cipolletta
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Gabriele Cipolletta e il suo “Metodo”, uno scudo contro le nefandezze del mondo

Gabriele Cipolletta, dopo aver scritto e pubblicato di recente il libro “Sei anni dentro al tunnel”, prendendo spunto dai 700 anni dalla morte del “sommo poeta” Dante Alighieri, ha dato alle stampe un opuscolo dal titolo “Metodo e percorsi psicologici e reali”. Un’iniziativa che lui stesso presenta nelle righe che seguono. 

A un certo punto della mia vita ho sentito la necessità di capire fino in fondo in che mondo vivessi e chi avessi attorno. Ho voluto quindi iniziare un viaggio molto più modestamente e in piccolo sulla falsariga della Divina Commedia, a cui avevo dedicato anche il nome di mia figlia Beatrice, quasi in una sorta di premonizione, anche per altri motivi e situazioni. Poi, piano piano, ho scoperto essere stato un percorso nelle più incredibili indecenze in molti settori della nostra vita quotidiana italiana. Il libro è un resoconto di questo viaggio per moltissimi versi allucinante e sconvolgente.

Ho potuto sperimentare su di me e sulla mia vita le teorie di Freud, il padre della psicanalisi (“I processi psichici inconsci influenzano il pensiero, il comportamento e le relazioni”), che ho voluto abbinare alle mie idee e al mio pensiero idealista, ma anche molto concreto. Ne è uscito fuori un Metodo, un Percorso, particolare e personale, una Terapia che ho verificato e testato su me stesso, molto interessante e utile contro la depressione, le provocazioni, le prevaricazioni e la violenza in tutte le sue forme, compresa quella psicologica, subdola e vigliacca. Sono 50 cartoline, legate alle mie vicende personali, ma adattabili alle situazioni di ogni singola persona. Da alcune delle Battaglie che ho fatto contro i tradimenti istituzionali fino, ad esempio, agli articoli e ai filmati sulla manifestazione relativa all’Incompiuta del Traforo del Cornello (pubblicati nel 2013 su diverse testate locali; ndr).

Nel libro “Sei anni dentro al tunnel” ho scomodato poeti, scrittori e pensatori sommi come Dante, Goethe, Heine e perfino Erasmo da Rotterdam. Ora nel concludere questo mio Metodo psicologico, dove ho attinto da Freud, Giotto, Caravaggio e Raffaello, voglio chiudere con Steve Jobs, Omero e Socrate. Avvicinandomi alle vette di questi mostri sacri della cultura, e pensando in grande, mi sono allontanato idealmente dalle storture delle mie terribili realtà contingenti di quel periodo, creando in me stesso un valido contraltare ideale e trovando un equilibrio reale molto difficile da raggiungere, aiutato anche da altre piccole situazioni positive. Ho dovuto attingere a tutte le mie risorse, le più nascoste. Ho resistito a fortissime e terribili sollecitazioni psicologiche ed emotive, comprese offese, provocazioni e ferite indecenti. E la risposta non poteva che essere molto forte, proporzionale agli attacchi subiti. Una risposta solamente psicologica e ideale molto dura e ironica, altrimenti una all’altezza della realtà sarebbe stata violenta. Tutto si è rivelato decisivo nell’economia complessiva dell’ammortizzare e del superamento delle bassezze che ho vissuto e subìto nelle mie incredibili vicende. Ogni cosa da me detta è rispondente alla semplice realtà dei fatti. Nella mia vita ho fatto di tutto, per lavoro, per hobby e per dovere. Ho studiato e praticato discipline e materie sia umanistiche che scientifiche. Nel mio piccolo tutto lo scibile. Ho conosciuto le cose migliori e le più belle, ma anche quelle peggiori e più squallide. Non mi sono mai abbattuto, né demoralizzato, e sono sempre ripartito con forza ed orgoglio. Occorre sempre rimettersi in discussione e trovare le soluzioni, ma senza abbandonare la propria dignità, i propri ideali e i propri valori di fondo. Pensare ed agire in modo positivo e costruttivo, ma senza fare sconti e dire sempre il proprio pensiero, costi quel che costi, senza compromessi. Le amarezze e le sofferenze mi hanno temprato e rafforzato a differenza di molti connazionali, sempre pronti a salire sul carro dei vincitori, dove le istituzioni sono sempre pronte a difendere e giustificare ogni tipo di misfatto. Poi, magari, si fa autocritica, quando non serve più o si denuncia quando oramai è troppo tardi e fa comodo.

Oltre le grandi cose e i grandi ideali, mi hanno aiutato anche le piccole cose: ad esempio, alzarmi alle 7.45, anche senza impegni, un caffè al bar, le lunghe passeggiate, leggere, scrivere e fare ricerche, così come mantenere fede ai miei impegni. Mi prendo da solo anche cura di mio padre, che ha quasi 90 anni. Il lavoro mi è stato strappato con l’inganno, la mia famiglia travolta e smembrata letteralmente e la mia vita pesantemente danneggiata dal vortice frenetico e implacabile degli accadimenti del 2013-2014 nell’ingranaggio e nel tritacarne infernale azionato da individui che mi piace definire cinici, senza scrupoli. Il tutto accompagnato, in quegli anni terribili della mia vita, da eventi terrificanti per il sottoscritto come un infarto fulminante, la morte di mia sorella, le giuste denunce nel lavoro, la morte di mio zio, gravi problemi logistici di mio padre e altri gravi problemi di amici. In quel periodo, nonostante le mie tante difficoltà, talvolta giravo l’Italia per mettere a punto nuove attività da affiancare a quella dell’Ascom e meglio mantenere la mia famiglia come sempre fatto. Chi mi ripaga dei danni morali ed economici che ho subito in quegli anni? Ora, grazie alla mia enorme forza di volontà, sono soddisfatto e un grandissimo orgoglio e una grandissima autostima mi accompagnano. Voglio godermi fino in fondo la mia libertà e la mia tranquillità. Non è bastato il terremoto e allora sarà il Covid-19 a fare quella rivoluzione che avevo citato in un articolo del 2013. Io non dimenticherò mai quanto avvenuto a me, né in questo né nell’altro mondo. Con questi scritti voglio aiutare quanti si trovano e si troveranno nelle mie tremende situazioni passate e/o soffrono di depressione, ansia, stress o traumi e devono trovare la forza interiore, il coraggio.

 

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