Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, ed Enrico Crucianelli, imprenditore di Tolentino, entrambi arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Ancona sulla ricostruzione post terremoto. I due sono comparsi davanti alla gip Sonia Piermartini per gli interrogatori di garanzia, scegliendo di non rispondere alle domande in attesa di approfondire gli atti dell’indagine.
Per Crucianelli, la difesa ha spiegato che la decisione è legata alla necessità di esaminare nel dettaglio la corposa ordinanza cautelare, composta da 738 pagine, e di ricostruire con precisione il quadro delle contestazioni. Solo dopo questa fase verrà valutata l’eventuale opportunità di rendere dichiarazioni.
La società Crucianelli Rest Edile continua a lavorare. I legali hanno precisato che l’azienda, con sede a Tolentino, è pienamente operativa, non è sottoposta a sequestro giudiziario né risultano sequestrate le quote sociali. L’obiettivo, sottolineano i difensori, è garantire la continuità dell’attività e rispettare i contratti già in essere.
Anche per Pistarelli la scelta di non rispondere è legata alla necessità di esaminare attentamente gli elementi raccolti dagli inquirenti. Il suo difensore, l’avvocato Gabriele Cofanelli, ha annunciato l’intenzione di predisporre una memoria scritta per chiarire alcuni aspetti della vicenda e ha anticipato la possibilità di presentare ricorso al Tribunale del Riesame, anche per ottenere una rivalutazione della misura cautelare.
Le difese stanno dunque approfondendo gli atti prima di assumere ulteriori iniziative. Per entrambi gli indagati resta aperta la possibilità di contestare le valutazioni investigative nelle sedi competenti, mentre l’inchiesta prosegue per fare luce sulle presunte irregolarità legate alla ricostruzione post sisma.
