Come sta cambiando l’assistenza sanitaria e quale ruolo possono assumere gli infermieri nel rispondere ai bisogni di salute delle persone al di fuori dell’ospedale? A queste domande è stato dedicato il convegno promosso dall’Ordine delle Professioni infermieristiche di Macerata, dal titolo “Il DM 77/2022 e l’evoluzione dell’infermieristica territoriale: dall’ospedale al territorio”, ospitato nella sala degli Stemmi del palazzo comunale.
L’iniziativa, rivolta agli infermieri e agli infermieri pediatrici, ha posto al centro una delle trasformazioni più rilevanti del Servizio sanitario nazionale: il rafforzamento dell’assistenza di prossimità affinché la presa in carico delle persone non si esaurisca nell’episodio acuto o nel ricovero ospedaliero ma possa proseguire in modo continuativo nei luoghi di vita quotidiana.
Ad aprire gli approfondimenti è stata la professoressa Maria Giovanna Vicarelli, ordinaria di Sociologia economica presso l’Univpm e direttrice del Criss, con l’intervento “Il DM 77/2022 e la professione infermieristica: un’opportunità strategica per il cambiamento”. Il contributo ha posto al centro il significato della riorganizzazione territoriale per la professione infermieristica, inquadrandola nel più ampio processo di trasformazione dei servizi sanitari e dei modelli di cura.
La dottoressa Laura Orlandani, responsabile scientifico dell’evento, ha approfondito subito dopo il tema “Il care manager del territorio: autonomia, competenza e leadership dell’IFoC”. Il ruolo del professionista territoriale richiede, infatti, capacità di valutazione dei bisogni, pianificazione degli interventi, coordinamento dei percorsi assistenziali e collaborazione con la rete dei servizi, senza perdere di vista la centralità della persona e della sua famiglia.
A seguire la dottoressa Serena Grandicelli ha affrontato l’argomento “Implementazione del profilo IFoC nel sistema operativo Sister”, portando l’attenzione sulla traduzione del modello professionale nei processi e negli strumenti organizzativi. L’implementazione concreta è un passaggio decisivo: definire responsabilità, modalità operative e flussi informativi è indispensabile affinché il ruolo dell’infermiere territoriale possa esprimersi in modo coerente e riconoscibile. La dimensione della prossimità è stata ripresa dalla dottoressa Valentina Pignani con l’intervento su “La prossimità in atto: il modello dei Punti Salute nelle Marche tra DM 77/2022 e sanità digitale”.
I Punti Salute rappresentano un’occasione per riflettere su come avvicinare i servizi alle comunità, favorendo l’orientamento, la prevenzione e l’integrazione con gli altri nodi della rete assistenziale. La sfida consiste nel rendere questi presidi accessibili e realmente connessi ai servizi di riferimento.
Infine la dottoressa Giulia Pascucci ha presentato un intervento sul tema: “La sanità di prossimità incontra il digitale: lo sviluppo di un’App per la cura dello stomizzato”. L’esperienza ha portato l’attenzione sulle potenzialità degli strumenti digitali nel supportare l’autocura, facilitare l’accesso alle informazioni e accompagnare le persone nella gestione quotidiana di condizioni che richiedono competenze specifiche e continuità assistenziale.
Il confronto promosso dall’Ordine delle Professioni infermieristiche di Macerata si inserisce in un percorso che richiede il coinvolgimento di professionisti, istituzioni, organizzazioni sanitarie e cittadini. Il passaggio dall’ospedale al territorio non deve essere interpretato come un semplice spostamento del luogo di cura, ma come una revisione del modo in cui i bisogni vengono riconosciuti, valutati e accompagnati nel tempo. L’Infermiere di Famiglia e Comunità può contribuire a rendere il sistema più vicino alle persone, sostenendo prevenzione, autonomia e continuità assistenziale. Perché questa prospettiva diventi realtà, però, servono investimenti, personale adeguato, formazione, integrazione tra servizi e una valutazione trasparente dei risultati raggiunti.
Restano quindi domande fondamentali: i nuovi modelli saranno in grado di raggiungere anche le persone più fragili? Le risorse saranno sufficienti a garantire una presenza capillare? Le competenze e le responsabilità saranno riconosciute in modo omogeneo? E come verrà misurato il beneficio concreto per i cittadini? Sono interrogativi che non ridimensionano il valore della riforma, ma ne indicano le condizioni di successo.
L’Ordine delle Professioni infermieristiche con l’evento settempedano ha rinnovato il proprio impegno nella promozione della formazione continua, del confronto professionale e dello sviluppo di un’assistenza infermieristica competente, accessibile e vicina ai bisogni della comunità. Un impegno che guarda al futuro della professione, ma soprattutto al diritto delle persone di ricevere cure appropriate, coordinate e di qualità, dentro e fuori dall’ospedale.
