Le conseguenze dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Ancona sulla ricostruzione post-sisma continuano a scuotere le Marche. Le ultime 24 ore sono state segnate da un duro confronto politico, dal cambio ai vertici della Crucianelli Rest Edile di Tolentino e dalla mobilitazione sindacale per evitare che la vicenda giudiziaria si ripercuota sui cantieri e sull’occupazione.
L’indagine, denominata “Ricostruzione”, ha portato – come noto – a otto arresti e riguarda presunte irregolarità nell’affidamento degli appalti e infiltrazioni della criminalità organizzata nei subappalti. Le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie, ma intanto la vicenda apre interrogativi sul funzionamento del sistema della ricostruzione e sulle sue ricadute per i territori colpiti dal terremoto del 2016.
Il fronte politico si è acceso quando i gruppi consiliari di centrosinistra hanno presentato dieci domande al presidente della Regione, Francesco Acquaroli, riuniti nella conferenza stampa dal titolo “Acquaroli rispondi”. Al centro della contestazione ci sono i rapporti con Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del governatore, arrestato nell’ambito dell’inchiesta con l’accusa di corruzione. Le minoranze chiedono chiarimenti sulle segnalazioni che sarebbero arrivate al presidente in merito alla condotta del suo collaboratore, sulle verifiche eventualmente disposte e sulle ragioni che portarono alle dimissioni di Pistarelli nel dicembre 2025. Gli esponenti del centrosinistra hanno giudicato insufficienti le spiegazioni fornite finora da Acquaroli e sono arrivati a chiederne le dimissioni, invocando una piena assunzione di responsabilità politica.

La richiesta era quella di affrontare il caso anche in Consiglio regionale, nella seduta aperta prevista a Muccia per mercoledì 28 ottobre, dedicata alla ricostruzione a 10 anni dal sisma. Le opposizioni hanno espresso delusione dopo il mancato accoglimento della proposta – in sede di Conferenza dei capigruppo – di modificare l’ordine del giorno per inserire il dibattito sull’inchiesta.
La vicenda ha assunto anche una dimensione nazionale: parlamentari marchigiani del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle hanno chiesto alla presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, di riferire urgentemente in Parlamento. Di segno opposto la posizione di esponenti della maggioranza, che hanno difeso Acquaroli e giudicato strumentali le richieste di dimissioni.
Sul piano societario, la novità più rilevante riguarda la Crucianelli Rest Edile, l’impresa finita al centro dell’inchiesta. Enrico Crucianelli ha rassegnato le dimissioni dalla carica di amministratore unico e l’assemblea dei soci ha nominato al suo posto Luca Mira, commercialista già presidente dell’Apm di Macerata. Per gli aspetti legali la nuova gestione sarà affiancata dall’avvocato Andrea Netti.
La decisione, comunicata nella serata di lunedì 26 ottobre, punta a garantire la continuità operativa dell’impresa e a tutelare i rapporti con dipendenti, fornitori e committenti. Secondo quanto riferito dai legali, la società non è sottoposta a sequestro e intende proseguire le attività e onorare gli impegni contrattuali in essere.
Sono circa 400 i cantieri privati che potrebbero risentire delle conseguenze della vicenda, con un impatto potenziale anche sull’indotto formato da artigiani, impiantisti, idraulici, vetrai e altre professionalità coinvolte nel post terremoto. Ma la questione va oltre la singola azienda. La Cisl chiede un patto sociale per proteggere lavoratori e ricostruzione. Il Consiglio generale della Cisl Marche, infatti, lancia un appello per tutelare i circa mille lavoratori coinvolti nella filiera della ricostruzione e scongiurare una paralisi delle attività. In particolare il segretario generale Marco Ferracuti chiede la costituzione urgente di un tavolo con la Prefettura e l’Ufficio speciale per la ricostruzione, sottolineando la necessità di garantire la prosecuzione dei lavori e la salvaguardia dell’occupazione. Il sindacato ribadisce la fiducia nella magistratura, chiamata ad accertare fatti e responsabilità, e insiste sulla necessità che legalità e velocità della ricostruzione procedano insieme.
La Cisl ha inoltre rilanciato la proposta di un patto sociale regionale capace di mettere insieme istituzioni, imprese e parti sociali, con l’obiettivo di sostenere il lavoro, lo sviluppo e la coesione dei territori.
Anche la Uil Marche ha sollecitato un confronto urgente con il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e le Prefetture, chiedendo interventi che consentano di rafforzare i controlli e garantire la legalità senza interrompere il percorso di ritorno a casa dei cittadini.
