Goliarda Sapienza (1924-1996) è stata una scrittrice e attrice italiana. Una figura poliedrica ed indipendente, dalla vita difficile, isolata dagli ambienti intellettuali ai quali, invece, avrebbe dovuto appartenere: durante un momento difficile della sua vita, rubò dei gioielli e finì in carcere a Rebibbia nel 1980. Lì conobbe diverse donne con le quali instaurò un sorprendente e autentico legame. Dopo questa esperienza, scrisse dei libri sulla vita nelle carceri, ma il suo romanzo più importante, L’arte della gioia, venne pubblicato integralmente per la prima volta nel 1998.
Mario Martone dirige il film Fuori (scritto insieme a Ippolita Di Majo), tratto dal romanzo autobiografico di Goliarda Sapienza L’università di Rebibbia. Le attrici protagoniste sono Valeria Golino (nel ruolo di Goliarda), Matilda De Angelis (Roberta) ed Elodie (Barbara): Fuori è stato l’unico film italiano in concorso per la Palma d’oro nella sezione ufficiale del Festival di Cannes 2025.
Martone realizza un’opera schietta, efficace, su una figura complessa e sulla controversa realtà intorno a lei. Goliarda è forte e debole, tenace e spaventata, come le carcerate con le quali rimane amica, specialmente Roberta, una ragazza della periferia romana, invischiata con la sinistra extraparlamentare, la lotta armata e dipendente dall’eroina: tra le due si crea un’intesa unica, realmente profonda, capace di andare al di là di ogni definizione.
Il registro adottato da Martone è efficacemente frammentario e rischioso: passa continuamente, e spesso bruscamente, dal presente al passato, dalla vita “post carceraria” di Goliarda alle intense giornate dentro Rebibbia. Questo espediente narrativo fa capire quanto il carcere non esca mai dalla persona che ha vissuto la galera, anche una volta che si trova “fuori” dalle sbarre: la mente è sempre dentro, non esce mai dalla prigione. Ed allora per Goliarda diventa sempre più necessario raccontare la vita del carcere e specialmente delle donne nel carcere: la vera lotta politica ed esistenziale è quella, non quella armata extraparlamentare.
Il film di Martone è reale, ma con slanci evocativi ed irreali. Sa essere viscerale, intimo, e al tempo stesso politico, senza inutile retorica, riuscendo a mostrare quanto pregiudizio c’era, e c’è, sulle donne: nei titoli di coda, la proiezione di una vera intervista televisiva di Enzo Biagi a Goliarda, mostra il palese atteggiamento chiuso e caustico del giornalista nei confronti della scrittrice e delle sue posizioni sul carcere femminile (con tanto di soli ospiti maschili poco inclini ad ascoltare l’autrice). Fuori è la storia di un incontro tra mondi apparentemente differenti ma, nella sostanza, profondamente vicini, ed è inoltre un film biografico capace di raccontare tanto la travagliata esistenza della sua protagonista quanto le difficoltà, del passato e del presente, del mondo femminile.
Silvio Gobbi
Il Settempedano
