C’e’ un “paradigma Mattei” sull’Italia e ancora di più sul destino degli “uomini di buona volontà”. Nato e maturato in particolare nell’inquietante serbatoio del colonialismo storico intercorso tra le due guerre e il post colonialismo.
Esploso il 27 ottobre 1962 con l’omicidio Mattei, che coinvolse altre due persone – come sentenziato 40 anni più tardi dalla Procura di Pavia nella revisione più clamorosa di un caso giudiziario moderno (fino a quello di Garlasco, c’è da dire) -, il destino senza speranza degli uomini di buona volontà l’anno successivo vide il 22 novembre l’uccisione ancora “per fuoco amico” a Dallas di JFK. Che nel dicembre del ’62 avrebbe dovuto ricevere Mattei alla Casa Bianca indicando il New Caesar italiano come il referente n.1 italiano, favorito per una possibile futura corsa al Quirinale. A metà del 1963 era poi deceduto il Papa Buono, Giovanni XXIII.
La Speranza di un mondo diverso declinava.
Dodici anni più tardi, il 2 novembre 1975, veniva spenta per sempre una delle voci più preveggenti della Cultura italiana, Pier Paolo Pasolini, che stava indagando sul caso Mattei e sopratutto scrivendo su quello non certo un atteso romanzo storico: “Petrolio, Lampi su Eni”.
Di troppa verità si può morire in Italia, così come nel resto del mondo forse anche di più.
Su questi temi di respiro mondiale passati, presenti e purtroppo futuri si è impegnata l’Uteam di San Severino – l’Università della terza età dell’alto maceratese – che, presieduta dalla professoressa Anna Vissani, ha organizzato un incontro per venerdì 6 novembre, alle ore 16.30 nella sede di via Salimbeni, all’indomani della solenne inaugurazione.
Dopo i saluti istituzionali della stessa presidente e della direttrice dei corsi, professoressa Mariella Pierandrei, in scaletta le relazioni dell’ingegner Ennio Donati, presidente della Fondazione Enrico Mattei (reduce dall’importante convegno su “Il metodo Mattei” dedicato all’azione economico-imprenditiva a favore dell’Africa); l’ultimo testimone del caso Mattei, Sebastiano Gubinelli; l’ex dipendente di Agip Petroli, Ivano Tacconi; e il regista Marco Costarelli (in anteprima il trailer del docufilm Snam). Conduce Maurizio Verdenelli, giornalista e saggista.

Previsti interventi del professor Gianmario Borri, rettore di Uteam, e del vicepresidente della Fondazione Mattei, Mirko Giordani.
