La Città di San Severino ha celebrato la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate con una cerimonia istituzionale svoltasi al Monumento ai caduti di via Roma alla presenza delle autorità, delle rappresentanze militari, delle associazioni d’arma e del volontariato e dei giovani delle scuole settempedane.
Alla commemorazione, presieduta dal sindaco Rosa Piermattei, hanno preso parte il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, gli assessori Vanna Bianconi, Michela Pezzanesi e Paolo Paoloni, la consigliera comunale e provinciale Tiziana Gazzellini, il comandante della stazione dei Carabinieri, luogotenente carica speciale Massimiliano Lucarelli, il comandante della Polizia locale, vice commissario Adriano Bizzarri, i militari del Nucleo Carabinieri forestali di San Severino e i volontari dell’Associazione nazionale Carabinieri.
Nutrita anche la presenza del mondo associativo e di soccorso, con i rappresentanti dell’Associazione Combattenti e reduci, dell’Anpi, dell’Associazione nazionale Arma di cavalleria sezione “Ludovico Censi”, dell’Associazione nazionale Granatieri e i volontari del gruppo comunale di Protezione civile e del locale Comitato della Croce rossa. E’ stato un momento di forte coesione, segnato anche dalla partecipazione delle scolaresche cittadine, accompagnate dai docenti e dalla dirigente scolastica Catia Scattolini.
Nel corso della cerimonia il sindaco Rosa Piermattei ha sottolineato la solennità della ricorrenza con queste parole: “Oggi, 4 Novembre, la Repubblica celebra la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. È una data che affonda le sue radici nella storia profonda d’Italia. Celebrare il 4 Novembre significa, prima di tutto, compiere un atto di responsabilità etica e civile. Significa fermarsi per rendere il dovuto omaggio al sacrificio di intere generazioni di giovani italiani. Ragazzi poco più che diciottenni che vennero strappati agli affetti familiari, ai campi, agli studi, al lavoro, per indossare un’uniforme e venire inviati su fronti impervi e lontani. Quelli che spesso ricordiamo solo come nomi incisi sulla pietra dei nostri monumenti erano giovani con sogni, speranze e progetti per il futuro. Hanno donato il bene supremo della vita affinché l’Italia potesse nascere e rimanere unita. A ciascuno di loro, e alle famiglie che ne hanno pianto l’assenza sostenendo un dolore incommensurabile, va la gratitudine eterna e mai affievolita anche della nostra comunità.
Il valore dell’Unità Nazionale che oggi celebriamo non è un mero concetto di geografia politica, né un’astrazione retorica. L’Unità nazionale è il sentimento di appartenenza a una comunità di destino; è il vincolo di solidarietà che ci unisce al di là di ogni differenza sociale, politica o territoriale. Come ci ha ricordato con straordinaria chiarezza il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Il 4 novembre celebra l’Unità nazionale e onora le Forze armate, le cui imprese hanno contribuito a fare dell’Italia una Nazione indipendente, libera, ispirata ai valori di pace e di giustizia. La Repubblica sa di poter contare sulle Forze armate per la tutela della libertà delle nostre istituzioni e per la difesa dei valori della nostra Costituzione”.
Noi tutti conosciamo fino in fondo il significato concreto delle parole unità e solidarietà. Lo abbiamo sperimentato ogni volta che la storia o la natura hanno messo alla prova la nostra terra. Di fronte alle ferite del passato, così come di fronte alle emergenze del presente, abbiamo ricevuto aiuto e, al contempo, ci siamo stretti gli uni agli altri, abbiamo fatto squadra, ci siamo rialzati insieme. È in questa operosa unità che si rinnova, giorno dopo giorno, il miracolo dell’Unità d’Italia. In questa giornata solenne, la nostra Nazione esprime profonda e incrollabile gratitudine alle Forze armate. Alle donne e agli uomini dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che con sobrio rigore, altissima professionalità e fedeltà al giuramento prestato garantiscono la sicurezza dei cittadini e la tutela della democrazia. Il nostro pensiero va anche ai contingenti italiani impegnati all’estero nelle missioni internazionali di pace e di cooperazione, alle quattro vittime del recente incidente in elicottero in Bosnia. In contesti spesso segnati da drammatici conflitti e instabilità, i nostri militari portano nel mondo il volto migliore dell’Italia: un volto fatto di rispetto per le popolazioni locali, umanità, mediazione e costante ricerca del dialogo. Ma l’opera delle Forze armate è ben visibile anche all’interno dei nostri confini nazionali, dove rappresentano un presidio fondamentale al fianco dei cittadini e della Protezione civile in ogni momento di calamità o bisogno.
Permettetemi di tornare a rivolgermi direttamente a voi, care ragazze e cari ragazzi qui presenti in rappresentanza delle nostre scuole. La libertà, la pace, la democrazia e l’unità di cui oggi godiamo e che spesso diamo per scontate non ci sono state regalate. Sono frutti preziosi e fragili, conquistati a prezzo di immensi sacrifici e sofferenze da chi vi ha preceduto. La Costituzione che costituisce la guida della nostra convivenza civile, nasce direttamente da questa storia. Non lasciate che la memoria si riduca alla pagina di un libro da leggere per un’interrogazione. La memoria deve trasformarsi in impegno quotidiano. Difendere l’unità e la pace oggi significa praticare il rispetto reciproco nelle aule scolastiche, rifiutare ogni forma di violenza e sopraffazione, prendersi cura del bene comune, studiare con passione per diventare cittadini consapevoli e responsabili. Voi siete i testimoni a cui consegniamo il testimone della nostra storia e dei nostri valori repubblicani”.





