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Lo scoprimento della lapide in memoria del giovane partigiano etiope
Lo scoprimento della lapide in memoria del giovane partigiano etiope

70° di Liberazione: lapide per giovane partigiano etiope

San Severino Marche ha celebrato il 70° anniversario della Liberazione con una serie di iniziative promosse dal Comune in collaborazione con l’Anpi e l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea. Innanzi tutto lo scoprimento di una lapide in memoria del giovane partigiano etiope Carlo Abbamagal. La lapide, posta all’ingresso del cimitero di San Michele, vuole ricordare il sacrificio dell’ex suddito coloniale che, liberato dalla prigionia, si unì ai componenti il Battaglione Mario prima di finire vittima dei tedeschi. Con commozione e partecipazione ha partecipato alla cerimonia anche il consigliere dell’Ambasciata etiope in Italia, Kassa Tasissa, intervenuto in rappresentanza dell’ambasciatore Gessese Mulugeta Alemseged. La figura di Abbamagal è stata poi ricordata nella sala del Consiglio comunale durante un incontro segnato dagli interventi di due illustri relatori: il prof. Uoldelul Chelati Dirar, dell’Università di Macerata, e il dottore di ricerca Matteo Petracci, dell’Istituto storico della Resistenza, il quale ha ricordato la forte interazione che ci fu tra africani, ebrei e gente di altre nazionalità, assieme ai settempedani, durante la Resistenza. “La storia di Abbamagal – ha sottolineato poi il professor Chelati – è importante per la memoria e per la comprensione di certi fenomeni che, come quelli che accadono a Lampedusa, hanno spesso origini lontane”. Alla prima parte della giornata hanno preso parte, fra gli altri, l’onorevole Irene Manzi, l’assessore provinciale Alessandro Biagiola, il vice sindaco Vincenzo Felicioli, il presidente del Consiglio comunale, Ostilio Beni, l’assessore Giampaolo Muzio, i consiglieri comunali Alessandra Aronne e Gabriela Lampa, il presidente dell’Anpi provinciale, Lorenzo Marconi, la signora Maria Pia Valerio, figlia del capitano Salvatore Valerio medaglia d’oro al valor militare cui la sede Anpi di San Severino è intitolata. Nel corso dell’incontro in sala consiliare sono state assegnate alcune pergamene dell’Anpi e della Prefettura ad alcuni testimoni della Resistenza cittadina: Domenico Piermattei, Olivio Bartolacci, Luigi Cristini (è stata ritirata dal figlio Luca Maria), Alduino Pelagalli, Silvio Salvucci (assente per motivi di salute) e Pacifico Traversi. Nel pomeriggio, invece, è seguita la commemorazione dei martiri degli eccidi di Chigiano e Valdiola, durante la quale è stata più volte ricordata la figura dell’indimenticabile Bruno Taborro, per molti anni presidente dell’Anpi settempedana. Commozione negli occhi del sindaco Cesare Martini e in quelli di Francesco Rocchetti, cui era stato affidato il compito di tracciare un profilo di chi per anni è stata la memoria storica di quel periodo. Commozione e lacrime nei ricordi di Bruno che sono stati affidati ad Alessandra Aronne, in rappresentanza dell’Anpi locale, e della nipote Isabella Valdasso, la quale ha ricordato “nonno Bruno” con toccanti parole. La relazione conclusiva della giornata è stata affidata invece ad Annalisa Cegna dell’Isrec di Macerata. Durante la manifestazione ha prestato servizio il corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani”. Al termine merenda al prato e concerto vocale del coro “24 Marzo” di Matelica.

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