Un piano straordinario per rafforzare la legalità nei cantieri della ricostruzione post-sisma, tutelare i lavoratori e garantire la prosecuzione degli interventi. È quanto chiedono Cgil e Fillea Cgil, Cisl e Filca Cisl, Uil e Feneal Uil di Macerata, che hanno sottoposto al Prefetto un pacchetto di proposte per affrontare le conseguenze dell’inchiesta “Ricostruzione” e contrastare le criticità emerse nella filiera dei lavori.
Le tre organizzazioni sindacali esprimono riconoscenza alla magistratura e alle forze dell’ordine per l’attività svolta, ribadendo il pieno rispetto del percorso di accertamento delle responsabilità. Allo stesso tempo, sottolineano la necessità di dare risposte immediate a lavoratori e famiglie, evitando che la crisi comprometta il regolare svolgimento dei cantieri e il ritorno dei cittadini nelle proprie abitazioni.
La prima richiesta è l’attivazione urgente, sotto il coordinamento della Prefettura, di un tavolo operativo con sindacati, associazioni datoriali, Ufficio speciale per la ricostruzione e Commissario straordinario. L’obiettivo è mappare imprese, cantieri e lavoratori coinvolti, verificare stipendi arretrati e pagamenti in scadenza e individuare soluzioni per garantire continuità occupazionale e retributiva, anche in caso di sospensione dei lavori o cambio delle imprese esecutrici.
Sul fronte della trasparenza, Cgil, Cisl e Uil chiedono la piena operatività del badge di cantiere e del settimanale delle presenze, rendendo obbligatorio il badge in tutti i cantieri della ricostruzione, senza distinzioni legate all’importo dei lavori. I dati dovranno essere integrati con le informazioni su imprese, rapporti di lavoro e ore denunciate, così da individuare tempestivamente anomalie e orientare i controlli.
Particolare attenzione viene riservata anche alla selezione delle imprese e alla gestione dei subappalti. Per i sindacati è indispensabile verificare preventivamente che le aziende abbiano personale, mezzi e capacità organizzative adeguati agli incarichi assunti, contrastando affidamenti sproporzionati, appalti non genuini e utilizzi impropri del distacco di manodopera. Chi dirige realmente i lavoratori e chi esegue le opere deve essere sempre verificabile. Vengono inoltre sollecitati controlli più approfonditi sull’inquadramento contrattuale e sulle mansioni effettivamente svolte.
Un capitolo centrale riguarda il pagamento degli stipendi. Le organizzazioni chiedono che tutte le imprese della filiera documentino mensilmente l’effettiva corresponsione delle retribuzioni, attraverso verifiche che mettano in relazione presenze, ore lavorate, cedolini e pagamenti tracciabili. In caso di mancato pagamento, propongono l’introduzione di una procedura di intervento sostitutivo dell’USR, per consentire, previa verifica, il pagamento diretto delle somme dovute ai lavoratori.
Per rendere efficaci i controlli, viene inoltre sollecitato il potenziamento degli organici degli ispettori, insieme al rafforzamento dei canali trasparenti di reclutamento. In questo quadro, i sindacati indicano il BLEN come strumento da valorizzare per mettere in contatto domanda e offerta di lavoro, verificare le competenze, promuovere la formazione e favorire assunzioni regolari, anche per ricollocare le maestranze coinvolte nell’attuale crisi.
Infine, Cgil, Cisl e Uil chiedono un monitoraggio delle strutture ricettive, degli alloggi e delle attività di ristorazione che ospitano o forniscono servizi ai lavoratori della ricostruzione, verificando anche eventuali pagamenti insoluti. Sollecitano inoltre una maggiore tracciabilità degli alloggi utilizzati dalle maestranze e tornano a proporre la realizzazione di campi base organizzati e vigilati, capaci di garantire condizioni dignitose di vita, salute e sicurezza.
Una soluzione che, secondo i sindacati, avrebbe anche un’importante ricaduta sul territorio: liberare progressivamente gli alloggi oggi occupati dai lavoratori, restituendoli alla disponibilità dei cittadini e contribuendo ad affrontare la grave emergenza abitativa che interessa le Marche.
Il messaggio delle tre sigle è chiaro: la ricostruzione non può fermarsi, ma deve proseguire nel segno della legalità, della trasparenza e della tutela del lavoro.

