Massimo Altobelli è il nuovo presidente della sezione Aimc (Associazione italiana maestri cattolici) di San Severino. E’ stato eletto dall’assemblea dei soci, convocata dalla presidente uscente Dilvia Mattiacci nelle aule di palazzo vescovile per il rinnovo delle cariche alla scadenza del quadriennio (2023-2026) e per dibattere sul tema del Congresso nazionale che si terrà a Roma dal 3 al 5 gennaio 2027. Alla riunione ha partecipanto anche l’insegnante Palma Meschini, socia della sezione Aimc di Tolentino, in veste di inviata della presidente regionale Maria Rita Tulli, come garante della regolarità dei lavori. A lei il compito di presiedere la seduta assembleare.
Assieme al neoelettro presidente Massimo Altobelli (già presidente regionale dell’associazione), fanno parte del nuovo consiglio di sezione Dilvia Mattiacci, Loredana Grespini, Nadia Dignani e Mauro Grespini.
Nel corso della riunione sono state approfondite le linee tematiche del prossimo congresso nazionale intitolato «Educare con coraggio al futuro, custodendo l’umano».
“In una società attraversata da profonde trasformazioni tecnologiche, conflitti e disorientamento, l’educazione è chiamata a ricostruire fiducia e speranza, diventando uno strumento fondamentale per progettare il futuro – sottolinea Massimo Altobelli -. L’Aimc rilancia proprio la necessità di una nuova alleanza educativa tra famiglia, scuola, istituzioni e comunità, nella convinzione che soltanto attraverso la collaborazione sia possibile costruire una società più giusta, inclusiva e solidale. La scuola viene indicata come luogo privilegiato di cittadinanza, democrazia e dialogo, chiamato a educare al rispetto, all’ascolto, alla cooperazione e alla pace, senza lasciare indietro nessuno”.
Una particolare attenzione, inoltre, è rivolta alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale.
“L’Aimc richiama i rischi di una cultura che misura il valore delle persone sulla base dell’efficienza e della prestazione, mettendo in guardia dalle visioni transumaniste e postumaniste che possono ridurre la centralità dell’essere umano. La tecnologia – rimarca Altobelli – deve rappresentare un’opportunità e non un sostituto del giudizio, della coscienza e della responsabilità umana. La risposta viene individuata nell’antropologia integrale di ispirazione cristiana, che riconosce la persona nella totalità delle sue dimensioni e nella sua dignità, indipendentemente dalle capacità, dalle prestazioni o dalle condizioni individuali. Una visione aperta al dialogo interreligioso, alla fraternità, alla solidarietà e alla cura del creato. Da questa impostazione derivano le priorità dell’azione associativa: educare alla speranza, progettare il futuro e custodire l’umano. Tre obiettivi da tradurre in iniziative concrete attraverso la formazione dei docenti, la costruzione di alleanze educative tra scuola e famiglia e una presenza più incisiva dell’Associazione nel dibattito pubblico e nelle sedi istituzionali”.
L’Aimc intende quindi promuovere una riflessione critica e consapevole sulle nuove tecnologie, sui social media, sull’identità dei giovani e sui rischi di isolamento e dipendenza digitale, valorizzando al tempo stesso le opportunità offerte dall’innovazione. Il messaggio congressuale è chiaro: il progresso non può essere misurato soltanto in termini di efficienza tecnologica ed economica, ma deve essere valutato sulla capacità di migliorare la vita di tutte le persone. Educare al futuro significa, prima di tutto, non smarrire ciò che ci rende umani.
