Un debutto da incorniciare per le celebrazioni dedicate al Feronia, da poco inserito ufficialmente nella lista dei beni tutelati dall’Unesco. Il primo dei
tour guidati dal direttore artistico Francesco Rapaccioni ha registrato un boom di presenze, richiamando a San Severino oltre 250 visitatori. Ora c’è attesa per il “bis”, in programma domenica 23 agosto – alle ore 21 – con lo stesso “Cicerone” e sempre a ingresso gratuito (prenotazione consigliata in Pro loco al numero 0733 638414).
Lunedì scorso c’era un pubblico attento, arrivato da diverse zone della regione, ad esempio Fabriano, Macerata, Ascoli, Porto San Giorgio e Comunanza, a testimonianza del forte richiamo esercitato dal nostro teatro. Nell’occasione Francesco Rapaccioni ha preso per mano i presenti guidandoli attraverso un racconto partito da vicende lontane: le prime tracce documentali risalgono addirittura al 1493.
La vera particolarità del Feronia, emersa chiaramente durante il primo incontro, risiede nelle motivazioni che hanno spinto l’Unesco a concedere il riconoscimento. Non si tratta di una premiazione legata alla pura imponenza monumentale, quanto piuttosto all’immenso valore socio-culturale che la struttura rappresenta per la storia comunitaria. Non a caso, l’archivio storico e la biblioteca comunale custodiscono carteggi rari che permettono di ricostruire la storia dei teatri condominiali. Documenti che aprono uno spaccato unico sulla trasformazione della società marchigiana, mostrando come il teatro sia passato dall’essere un circolo d’élite a un luogo di aggregazione popolare.
Il Feronia incarna perfettamente questa evoluzione architettonica e sociale, legando il proprio nome a quello del celebre progettista settempedano Ireneo Aleandri, già mente dello Sferisterio di Macerata. Con questo riconoscimento, il nome dell’Aleandri compare ora per ben tre volte nel patrimonio tutelato dall’Unesco, unendo idealmente il teatro di San Severino al Ventidio Basso di Ascoli Piceno e al Teatro Nuovo di Spoleto.
Alla prima serata di apertura straordinaria del Feronia non sono volute mancare le massime autorità cittadine, tra cui il sindaco Rosa Piermattei e l’assessore alla Cultura, Vanna Bianconi. Il primo cittadino, in particolare, ha voluto rimarcare come il Feronia non sia soltanto un esempio di
architettura neoclassica, ma un vero e proprio punto di riferimento identitario per l’intera comunità settempedana, capace di accogliere nel tempo grandi artisti.
Ora non resta che partecipare alla prossima visita guidata, domenica 23 agosto (ore 21). Per chi non potesse, si ricorda che il teatro resta comunque regolarmente accessibile per le visite libere (sempre a titolo gratuito) dal martedì alla domenica, sia nella fascia mattutina sia in
quella pomeridiana, contattando la Pro loco.
Maria Cicconi
Il Settempedano

