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L'inizaitiva allo Scrigno della gioia
L'inizaitiva allo Scrigno della gioia

“Tributo a Chiara e Daniele”, modelli di resilienza e lotta per la vita

Non sono mancate le emozioni forti – e che emozioni! – né i momenti di toccante commozione al “Tributo a Chiara e Daniele”, evento tenutosi allo
Scrigno delle gioia di San Severino sabato 16 maggio, ad un anno di distanza dall’incidente dei due giovani settempedani contro un’auto che non aveva
rispettato lo stop.

La manifestazione, creata e voluta da Giambo, animatore dello Scrigno, è nata come momento di gioia per festeggiare i due ragazzi ormai fuori
pericolo seppure con segni e cicatrici permanenti. “Siamo fin troppo abituati a fare funerali e camminate per la vita per i nostri figli che non ci sono più – ha detto il professor Giammario Borri -, ma è giusto una volta che la comunità faccia festa a chi in qualche modo si è salvato”.

Tra l’altro, Daniele ha perso tre cugini in altri incidenti accaduti diversi anni fa.

E sabato festa è stata, con la sala abbellita dall’ideatore nei minimi dettagli, perfino con 300 rose bianche e rosse, ginestre, begonie e ogni altro tipo di fiore campestre: “Sono del mio giardino – si è come giustificato Giambo a chi chiedeva, perplesso, dove le avesse acquistate – e da quando una piccola rosa spuntata tra le macerie della casa distrutta dal terremoto mi ha ridato la speranza, piantare rose e vederle fiorire è il mio modo di ringraziare. Al momento nel mio giardino ci sono 128 cespugli con oltre e 2.500 rose fiorite; venite e vedrete”.

Le 200 sedie in prestito per l’evento erano in gran parte occupate da chi – parenti, amici e altri – ha voluto condividere la gioia per il recupero di una qualche normalità della coppia che ha superato con coraggio e grinta fuori dal comune ferite, amputazioni e cicatrici pur sempre evidenti.

Esse ci ricordano che non sono i pieni a farci vivere, ma i vuoti che abbiamo dentro, gli strazi del cuore che pesano tantissimo. E la vita insegna a convivere col dolore, che non puoi frenare ma devi assaporare fino in fondo e imparare a conviverci, ma il tuo coraggio e la tua forza indomita insegnano a risorgere e a ricominciare il viaggio con occhi nuovi, dato che il sole sorge tutti i giorni e sorge anche per te e insieme alla tua fede incrollabile, ti possono fare volare alto e oltrepassare quella siepe che sembra bloccarti e andare oltre ad esplorare L’Infinito della vita, che si dischiude di nuovo, perché la volontà obbedisce al cervello e “se puoi sognarlo, puoi farlo”. A tutti è data una seconda possibilità, per tutti può arrivare – se ci credi – il Kairòs, il momento opportuno, l’istante favorevole in cui ritrovi te stesso e gli ideali che ti hanno ispirato per anni. E possiamo essere di nuovo felici, possiamo risorgere a vita nuova e comunque bisogna farci caso quando siamo felici; non dimenticartene.

Di questo e altro ha parlato lo storico sui generis, il prof. Giammario Borri, nella prolusione Il valore della donna: da Eva a Cleopatra, da Chiara d’Assisi a Chiara nostra.

Chiara e Daniele, esempi di coraggio-forza-resilienza, due persone che lottano ferocemente per se stesse, ma col sorriso sul volto: l’immagine più bella
della nostra città, in un bagno di rose bianche e rosse, colori simbolo di San Severino, ma anche simbolo di Bellezza e Amore, le uniche armi che possono salvare loro, noi e il mondo. Sono seguiti liberi interventi, alcuni apprezzatissimi, da parte dei presenti come segno di affetto per i due ragazzi diventati in città e non solo dei modelli di resilienza e lotta per la vita ma anche per i sogni, tirati fuori di nuovo dal cassetto della vita e di nuovo accessibili, perché “Ciascuno a modo suo trova ciò che deve amare e lo ama” (L. David). Bisogna assolutamente crederci.