Giornata ad altissima tensione politica quella odierna, 28 ottobre, a Muccia, dove il Consiglio regionale delle Marche si è riunito in seduta aperta presso il Centro polifunzionale “Prof. Cesare Lami Angelucci” per fare il punto a dieci anni dalle prime devastanti scosse di terremoto. Quella che nelle intenzioni doveva essere un’occasione di memoria condivisa e confronto sull’andamento dei cantieri si è presto trasformata in una vera e propria polveriera, travolta dalle polemiche per la recente maxi-inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione post-sisma che ha visto tra gli indagati otto persone, tra cui l’ex capo di gabinetto della Regione Fabio Pistarelli. Il clima in aula è rapidamente degenerato quando le opposizioni hanno chiesto chiarezza sulla gestione delle opere pubbliche e private. A catalizzare gli scontri è stato l’intervento del commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, il quale ha respinto con forza ogni addebito e ombra di favoritismo, replicando alle accuse con parole perentorie: «Non sono un Castelli-Belzebù, non ho mai condizionato nessun sindaco». La presa di posizione non ha però placato la protesta e la bagarre accesa in aula dal consigliere dem Fabrizio Cesetti, culminata nell’abbandono dell’assise da parte dei gruppi di minoranza. A spiegare la scelta dell’opposizione è stata la capogruppo del Partito democratico, Valeria Mancinelli, che ha puntato il dito contro la scelta del presidente della Regione, Francesco Acquaroli, di intervenire solo in chiusura di seduta: per la Mancinelli, il governatore ha «deciso di fuggire» per parlare quando non vi sarà più possibilità di replica, evitando un confronto immediato di fronte a quello che ha definito un vero e proprio “tsunami” istituzionale.
Mentre la politica regionale si scontra in aula, sul territorio i sindaci continuano a seguire da vicino l’andamento reale dei lavori per scongiurare fermi o paralisi burocratiche.
Intanto, a San Severino, il sindaco Rosa Piermattei, traccia la mappa dei cantieri in città: «Da noi sono 16 i cantieri privati interessati, compresi complessi imponenti come quello al rione Settempeda di fronte all’ospedale, che conta una cinquantina di appartamenti».

