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Scoperta lapide commemorativa a Serripola
Scoperta lapide commemorativa a Serripola

La città ricorda il cardinal Menichelli: scoperta lapide a Serripola a un anno dalla morte

«Sei stato investito dei più alti ministeri sacerdotali, ma non hai mai dimenticato le tue origini. Presbitero, vice parroco, vescovo, arcivescovo, cardinale. Sei sempre tornato tra la tua gente dove ti sei messo a servizio degli altri. Il tuo esempio è il nostro modello».

Sono le parole incise sulla targa commemorativa dedicata al cardinale Edoardo Menichelli, inaugurata questa mattina, martedì 20 ottobre, sulla facciata della chiesa di Serripola, nel primo anniversario della sua scomparsa.

Un messaggio semplice e profondo, che racchiude il senso di una vita spesa al servizio della Chiesa senza mai recidere il legame con la propria terra. Proprio a Serripola, infatti, Menichelli era nato il 14 ottobre 1939 e proprio qui è tornato sempre nel corso del suo lungo cammino sacerdotale, mantenendo vivo quel rapporto con le proprie radici che la targa oggi ricorda e consegna alla memoria collettiva.

La cerimonia, organizzata dalla Comunanza agraria di Serripola e Tabbiano, è stata particolarmente sentita e ha riunito la comunità nel ricordo di una figura che ha lasciato un segno profondo nella vita religiosa e civile del territorio. La celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale della frazione è stata presieduta da don Aldo Romagnoli. Tra i presenti anche il sindaco Rosa Piermattei, che ha partecipato al momento commemorativo in rappresentanza della città.

La lapide, collocata sulla facciata della chiesa, non vuole essere soltanto un ricordo, ma anche una testimonianza dei valori che hanno accompagnato il percorso umano e sacerdotale di don Edoardo Menichelli: la semplicità, la vicinanza alle persone, la disponibilità verso gli altri e l’attaccamento alla propria comunità. Valori che la gente di Serripola ha voluto – appunto – riconoscere pubblicamente nel giorno in cui ricorreva il primo anniversario della sua morte.

Edoardo Menichelli è stato sacerdote dal 3 luglio 1965 e ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità nella Chiesa. Dopo gli anni di servizio presso la Santa Sede, durante i quali fu funzionario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica dal 1968 al 1991 e successivamente ufficiale della segreteria della Congregazione per le Chiese Orientali, venne nominato arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto nel 1994.

Nel 2004 fu trasferito alla guida dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo, incarico che mantenne fino al 2017. Nel 2015 papa Francesco lo creò cardinale, conferendogli il titolo dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Tor Fiorenza. Fu inoltre presidente della Conferenza episcopale marchigiana dal 2015 al 2017.

Un percorso di alto profilo ecclesiastico, che non gli impedì di conservare uno stile personale improntato alla sobrietà e alla vicinanza alla gente. È rimasta particolarmente impressa l’immagine del cardinale alla guida di una Fiat Panda, simbolo di quella semplicità che accompagnava la sua vita anche dopo aver raggiunto i più alti incarichi ecclesiastici.

Il cardinale Edoardo Menichelli

Il cardinale Edoardo Menichelli

Negli ultimi anni, nonostante la malattia e le condizioni di salute sempre più precarie, Menichelli aveva continuato a prestare servizio pastorale a San Severino, come aiuto parroco nella parrocchia di San Severino Vescovo presso il santuario della Madonna dei Lumi, che era diventato la sua casa. Anche quando le forze erano ormai ridotte, non aveva rinunciato al ministero sacerdotale e alla celebrazione della messa, confermando fino alla fine la propria dedizione.

Il cardinale è morto il 20 ottobre 2025, all’età di 86 anni, ed è sepolto, secondo le sue disposizioni, nella cattedrale di San Ciriaco ad Ancona.