Simeg torna al Sicam di Pordenone, da oggi – martedì 20 ottobre – fino a venerdì 23, confermando la propria presenza in uno degli appuntamenti internazionali di riferimento per la filiera del mobile e dell’arredo. Per l’azienda settempedana, specializzata nella lavorazione artigianale e industriale di marmo, pietra naturale e ceramica, la partecipazione rappresenta un momento importante per presentare l’evoluzione delle proprie competenze e, insieme, una fase di crescita e di sviluppo del business.
LA MATERIA COME LINGUAGGIO DI PROGETTO
È questa evoluzione che Simeg porta a Sicam 2026. Lo stand presenta diverse tipologie di pietra e differenti lavorazioni per mostrare una competenza precisa: la capacità di adattare la materia alle esigenze del progetto, trasformandone caratteristiche e potenzialità in soluzioni destinate alla cucina e all’arredo. Particolare attenzione è dedicata alle ante in pietra, una frontiera tecnica sulla quale Simeg sta investendo per superare i limiti legati a peso, fragilità e complessità dei sistemi di apertura, integrando la qualità estetica della pietra con le esigenze funzionali dell’arredo contemporaneo. La cucina presentata in fiera rappresenta questa visione: una nicchia completamente rivestita in Onice Bianco, nella quale piano, lavabo integrato, ante e cassettoni costruiscono un’unica superficie materica. La retroilluminazione dell’onice ne esalta la profondità e le venature, mentre la lavorazione degli elementi elimina visivamente la distinzione tra struttura e rivestimento.
La ricerca procede parallelamente alla digitalizzazione dei processi: tra gli investimenti più recenti figurano uno scanner fotografico per la mappatura digitale delle lastre e sistemi Cam per l’ottimizzazione dei flussi produttivi e la riduzione degli sfridi. Anche sul fronte dell’efficienza energetica Simeg ha avviato interventi che, integrati all’impianto fotovoltaico, hanno portato l’azienda a un livello di autosufficienza energetica prossimo al 50%.
“Sicam è per noi un appuntamento importante perché ci permette di confrontarci direttamente con aziende, progettisti e operatori di una filiera internazionale – dichiara Oliviero Rotini –. Quest’anno portiamo a Pordenone il risultato di un percorso che sta trasformando progressivamente il nostro modo di lavorare e di interpretare la pietra”.
INVESTIRE NELLA CAPACITÀ PRODUTTIVA E NEL TERRITORIO
La crescita prevista nei prossimi anni sarà accompagnata da un importante investimento infrastrutturale: la realizzazione di un nuovo polo produttivo a San Severino, adiacente a quello esistente, progettato per raddoppiare la capacità produttiva dell’azienda nell’arco del prossimo triennio e organizzare in maniera più evoluta i diversi flussi di lavorazione. Il progetto – che sarà operativo a partire dagli inizi del 2027 – prevede una distinzione più netta tra le attività industriali e le lavorazioni speciali dell’atelier, rafforzando un modello nel quale capacità produttiva, flessibilità e competenze specialistiche possano convivere all’interno di un’unica realtà. Il piano triennale prevede una serie di nuovi inserimenti in area produttiva già a partire dal 2027, anno in cui saranno inserite fino a 10 figure tra addetti ai controlli numerici, rifinitori e addetti alla logistica. Un investimento che guarda quindi alla crescita ma anche all’evoluzione del modello industriale Simeg, con l’obiettivo di consolidare il ruolo dell’azienda come interlocutore per importanti realtà del mondo dell’arredo, del contract e del settore navale.
UN’AZIENDA MARCHIGIANA CHE GUARDA AL FUTURO
La crescita di Simeg si sviluppa mantenendo al centro le competenze delle persone, il controllo della filiera e il rapporto con il territorio. L’azienda, oggi guidata da Oliviero Rotini e dal figlio Carlo, continua a investire contemporaneamente in tecnologia, organizzazione e responsabilità d’impresa. Nel 2025 sono stati introdotti il Modello 231 e il Codice Etico, mentre nuovi inserimenti nelle aree Commerciale, Operations e Procurement
accompagnano l’evoluzione organizzativa. A Sicam 2026, Simeg presenta quindi una sintesi della propria identità: una cultura della pietra costruita
in oltre novant’anni di storia e una struttura industriale che guarda con ambizione alla prossima fase di crescita.
Il Settempedano


