Proseguono a San Severino le attività dei Carabinieri finalizzate al controllo del territorio e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nei giorni scorsi, i militari della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato un 26enne di origine senegalese, residente in città e impiegato come operaio, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa condotta dai Carabinieri, che ha portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione personale e domiciliare delegato dall’Autorità giudiziaria.
Nel corso della perquisizione effettuata all’interno dell’abitazione del giovane, i militari hanno rinvenuto complessivamente 105 grammi di cocaina, parte della quale già suddivisa in dosi e, secondo quanto emerso, pronta per essere ceduta. Durante il controllo sono stati inoltre trovati un bilancino di precisione e diverso materiale ritenuto utile al confezionamento dello stupefacente.
All’interno dell’abitazione sono stati sequestrati anche 290 euro in contanti, somma che gli investigatori ritengono possa essere riconducibile all’attività illecita.
La sostanza stupefacente, il denaro e tutto il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro e presi in carico, in attesa del successivo versamento presso il competente Ufficio Corpi di reato.
Al termine delle formalità di rito, il 26enne è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Ancona-Montacuto, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
AGGIORNAMENTO
Per l’operaio, in videocollegamento dal carcere di Montacuto, si è tenuta in tribunale l’udienza di convalida dell’arresto. Difeso dagli avvocati Mirela Mulaj e Igor Giostra, il giovane – che è regolare in Italia e ha un lavoro a tempo indeterminato in un’azienda di San Severino – ha chiesto scusa e ha ammesso di aver commesso un errore, facendosi coinvolgere in questa attività illecita e assicurando di aver compreso lo sbaglio. Il giudice Daniela Bellesi ha comunque disposto per lui la misura cautelare in carcere, in attesa di ulteriori sviluppi nelle indagini in corso. A pesare nella valutazione della vicenda, è stata anche la mancata collaborazione fornita dal giovane ai carabinieri al momento del controllo.
Il Settempedano

