Raccontare la Palestina attraverso le storie individuali, custodire la memoria e riflettere sul rapporto tra resistenza, dignità e umanità. Sono questi i temi al centro dell’iniziativa dal titolo “Scrivere la Palestina tra Memoria e Resistenza”, in programma sabato 24 ottobre alle ore 17 nella chiesa sconsacrata di San Giovanni, in via Ercole Rosa.
L’incontro sarà l’occasione per presentare Il giorno che non ti ho ucciso, il romanzo della scrittrice italo-palestinese Sarah Mustafa, pubblicato nel 2026 dalla casa editrice Homo Scrivens. Un’opera che intreccia vicende personali e avvenimenti storici, mettendo in relazione la realtà italiana degli anni Settanta con la storia palestinese e le conseguenze dell’esilio e dei conflitti.
Il libro racconta l’incontro tra Carla, giovane operaia impegnata nelle lotte per i diritti e l’emancipazione, e Omar, giovane palestinese costretto a confrontarsi con la guerra, lo sradicamento e la sofferenza del proprio popolo. Le loro vite si incrociano nella Pavia degli anni Settanta, in un periodo segnato dalle mobilitazioni sociali e sindacali in Italia e dalle tensioni in Medio Oriente. Tra amore, ideali, distanze e separazioni, la vicenda dei protagonisti diventa il punto di partenza per affrontare questioni che superano i confini geografici e temporali.
Come emerge dalla presentazione editoriale, la scrittura diventa uno strumento per raccontare la storia palestinese dall’interno, restituendo spazio alle esperienze delle persone e alle ferite lasciate dalla guerra. Il romanzo pone inoltre una domanda centrale: come conservare la propria umanità quando la violenza sembra imporre una scelta obbligata? Un interrogativo racchiuso nello stesso titolo, che richiama la possibilità di sottrarsi alla logica della vendetta e di non trasformarsi in ciò che si combatte.
All’incontro interverranno Mauro Gentili, animatore del Circolo Oltremconfine di Macerata, Sarah Mustafa, autrice del libro, e Ammar Hamadneh, presidente di Summud Italia – Centro culturale Palestinese. A coordinare il confronto sarà Donella Bellabarba, presidente della sezione Anpi “Capitano Salvatore Valerio” di San Severino.
L’iniziativa si propone come un momento di approfondimento culturale e civile, nel quale la letteratura può contribuire a mantenere viva la memoria storica e a favorire la conoscenza di una realtà complessa, dando voce alle vicende umane che spesso restano sullo sfondo del racconto dei conflitti.
A promuovere l’appuntamento sono realtà associative e organizzazioni impegnate sul terreno della memoria, dei diritti e della solidarietà, tra cui Anpi, Spi-Cgil ed Emergency, insieme al gruppo locale di Summud.
Il Settempedano


