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Calcio in bilico: anche la Settempeda pronta a fermarsi

Società di calcio preoccupate per l’inizio dei campionati dilettantistici. Salvo rinvio, si torna in campo nel week end 24-25 ottobre. Ma nei prossimi giorni il presidente regionale del movimento, Paolo Cellini, incontrerà i presidenti dei Club per fare il punto della situazione. Ai sodalizi di 1^ Categoria toccherà lunedì pomeriggio. Intanto, in una lettera – firmata anche dalla Settempeda – nove società del girone D hanno lanciato un forte grido di allarme.

Ecco la lettera inviata proprio a Cellini.

“Egregio presidente Cellini, la decisione unanime presa da tutti i sottoscritti presidenti del girone D di Prima Categoria è stata quella di redigere un’ultima lettera di appello in cui vorremmo esporre le nostre personali preoccupazioni riguardo il campionato ormai prossimo all’avvio.
Le ultime notizie arrivateci dalle società limitrofi, iniziate per l’appunto con il Trodica in Promozione, non sono assolutamente delle migliori, né tanto meno rassicuranti. Le nostre società hanno già dovuto affrontare, in previsione di questo campionato, un protocollo Figc dai contenuti spesso improponibili per le nostre piccole realtà ma, nonostante tutto, con l’impegno dei dirigenti e i dovuti sforzi economici, ci siamo messi in riga per garantire il proseguo dell’attività calcistica. Tutto questo dopo aver saldato le tasse di iscrizione al campionato che, ad oggi, non crediamo sia cosa di poco conto, vista l’insicurezza da parte della Federazione sullo svolgimento dei campionati.
Tutti noi siamo qui unitamente a chiedere chiarimenti riguardo la tutela dei nostri tesserati nel caso di contagiati da Covid-19 nel gruppo squadra. Dagli ultimi eventi e dai colloqui con le Asur di competenza, che abbiamo personalmente interpellato, si è compreso che il rischio di quarantena per le “intere” Società è praticamente certo. Anche organizzandoci per fare immediatamente i tamponi, nessun medico si prenderebbe la responsabilità di far uscire soggetti seppur negativi. Quindi, come al Trodica, tutti in quarantena. Questo rischio è inaccettabile per noi e per le realtà in cui ci troviamo.
Dopo queste novità, credo che pochi di noi troveranno il coraggio di andare avanti, perché si alzano le responsabilità e soprattutto il rischio della quarantena collettiva. Non è ovviamente la paura dell’isolamento che ci preoccupa, quanto le famiglie, il lavoro e la salute di tutti i nostri
tesserati. In queste categorie minori, la quasi totalità dei tesserati ha un lavoro che in questo momento di crisi è già difficile da tener saldo e molti hanno anche famiglie da mantenere. Riteniamo sia improponibile far rischiare a queste persone il posto di lavoro o l’isolamento in famiglia, per una quarantena dovuta ad un’attività sportiva, per quanto importante sia. Proprio per questi motivi, la maggioranza delle Società che qui rappresento ha già sospeso le attività fino a data da destinarsi. Non ce la sentiamo di proseguire a queste condizioni.

Signor presidente, siamo qui a chiedere notizie, chiarimenti, qualcosa che ci faccia capire come affrontare questi problemi. In pratica, chiediamo la presenza vera della Lega nazionale dilettanti. Chiediamo un incontro per esporre le nostre perplessità, i nostri dubbi, e confrontarci sulle problematiche reali delle Società, perché vorremmo poter garantire il proseguo delle attività in sicurezza e senza rischi assurdi.
Se la classe dirigente del più importante sport mondiale non può accettare queste semplici richieste, la maggioranza dei presidenti si troverà costretta a non far disputare il campionato alla propria Società, in quanto non ci sono le condizioni per evitare molteplici problemi di natura economico-sanitaria”.

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