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L'area degli scavi con il cantiere fermo
L'area degli scavi con il cantiere fermo

Per l’Itis Borioni chiede chiarimenti e sopralluogo urgente del Consiglio comunale

Si rincorrono notizie e ipotesi sulle modalità del rientro dei nostri ragazzi in classe per il prossimo anno scolastico. Gruppi, turni, orari diversificati, didattica mista, e ancora mascherine, visiere, barriere di plexiglass, pranzo al sacco, mille scenari diversi che occupano e preoccupano i genitori di tutto il Paese.

Ma a preoccupare i genitori e le famiglie settempedane (e non solo) sono anche altre situazioni affrontate con fiumi di parole e mai risolte. A mancare sono non solo chiare direttive sulle scuole, ma le scuole proprio. Fermi, sepolti sotto i temi dell’attualità, i progetti e i lavori necessari a restituire alla nostra comunità l’Istituto tecnico “Divini”. Ad essere chiaro a questo punto è solo che a settembre il nuovo Itis non aprirà. Dopo anni in cui Commissari, rappresentanti della Provincia e del Comune hanno promesso aperture, prima per settembre 2018, poi 2019 e infine per il 2020 dichiarando che la scuola sarebbe terminata, tutto tace.
Nonostante le dichiarazioni ufficiali della risoluzione dei problemi con le ditte appaltanti (quali?) e con la Soprintendenza archeologica, il cantiere è oggi in completo abbandono, e la questione del tutto tacitata.
Chiediamo un immediato chiarimento e un urgente sopralluogo di tutto il Consiglio comunale. Lo dobbiamo agli alunni, ai loro genitori, ai professori e a tutti i cittadini settempedani, che aspettano da anni il nuovo Itis “Divini”, una scuola moderna con tecnologie all’avanguardia e che purtroppo sono stati presi in giro da vane promesse.

Francesco Borioni (consigliere comunale capogruppo del Centrosinistra per San Severino)

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