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Stefano Monti
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Cinema: Stefano Monti racconta una passione diventata lavoro

Stefano Monti è un giovane regista settempedano. Dopo aver studiato alla scuola di cinema “Officine Mattòli” (Tolentino), nel 2018 ha fondato, insieme ai filmmakers Stefano Merlini e Fabio Michettoni, la casa di produzione cinematografica “Lunastorta” (www.lunastortaproduzioni.com). Lo abbiamo intervistato per conoscere la sua attività ed il mondo delle video produzioni.

Lunastorta Produzioni: “Creiamo video per chi ha qualcosa da raccontare”, questo il motto. Stefano, ci descriva la vostra attività: come è nata e qual è l’obiettivo aziendale-artistico?

«Lunastorta Produzioni è un collettivo di filmmakers nato nel 2018. Sia io che gli altri due membri, Stefano Merlini e Fabio Michettoni, siamo sempre stati appassionati di cinema e 3 anni fa abbiamo deciso di intraprendere questa strada per passare da una parte all’altra dello schermo: da spettatori a registi. Ci siamo conosciuti proprio mentre muovevamo i primi passi di questo percorso: abbiamo frequentato insieme la scuola di formazione cinematografica “Officine Mattòli” di Tolentino. Terminato il nostro percorso formativo, abbiamo deciso che raccontare storie per immagini sarebbe stato il nostro lavoro e che questo lavoro lo avremmo voluto portare avanti qui, nelle Marche. La nostra regione è ancora un po’ al di fuori dal grande mercato cinematografico, ma questo non è necessariamente un male. Stanno nascendo molte realtà produttive indipendenti e grazie al lavoro formativo di scuole come Officine Mattòli, sta crescendo anche una buona rete di professionisti sul territorio.
Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare cinema in ogni modo possibile, la frase “creiamo video per chi ha qualcosa da raccontare” viene proprio da questo: cerchiamo di applicare il linguaggio cinematografico alla comunicazione di aziende, brand, prodotti o territori. Realizziamo spot pubblicitari, video aziendali e istituzionali e brand film oltre a prodotti prettamente cinematografici come documentari e cortometraggi».

Oltre a lei, i due collaboratori fissi della Lunastorta sono i filmmakers Fabio Michettoni e Stefano Merlini: lavorate principalmente in gruppo oppure ognuno realizza indipendente dagli altri i propri progetti?

«Il cinema, in ogni sua forma, è uno sforzo collettivo, per questo lavoriamo sempre insieme. Non è facile incontrare persone che condividano la tua passione al punto da mettersi in gioco insieme in un progetto comune. Noi abbiamo avuto questa fortuna ancora prima di diventare amici. Essendo un collettivo ognuno ci mette del suo, le idee di ciascuno vengono condivise e realizzate insieme».

Quale situazione vive il mercato delle produzioni video nelle Marche? La maggior parte dei vostri lavori viene commissionata da enti pubblici o realtà private?

«Il mercato della produzione video, nelle Marche come altrove, è in crescita. Con il web che diventa per molte aziende il principale canale di promozione, i video stanno diventando fondamentali nelle strategie comunicative delle imprese. In settori strategici per la nostra regione come il turismo e la ricettività, c’è richiesta di contenuti video che sappiano raccontare in modo unico un territorio. Il nostro primo lavoro, per esempio, lo abbiamo realizzato per la promozione turistica del comune di Sarnano. In definitiva in questo nostro primo anno di attività abbiamo lavorato sia con aziende che con enti pubblici e siamo contenti nel vedere un interesse sempre maggiore nel video come mezzo di comunicazione».

Il suo ultimo lavoro, Tratti dal Createre. I teatri storici dei Monti Azzurri dopo il sisma, è una docufiction incentrata sui teatri dei piccoli Comuni montani lesionati dal sisma del 2016. Qual è lo scopo principale di questo progetto e come è strutturato? Inoltre, sono previste proiezioni a San Severino?

«Tratti del Createre è stato realizzato con la produzione del Teatro Valmisa di Senigallia, l’Unione montana dei Monti Azzurri e il finanziamento di Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission. È una docufiction che racconta i teatri storici dell’Unione montana dei Monti Azzurri dopo il sisma. Più che i teatri come elementi architettonici danneggiati, ci interessava l’aspetto umano. Il modo unico in cui nel nostro territorio i teatri rappresentano il cuore pulsante delle nostre comunità. Sono i luoghi in cui ci ritroviamo faccia a faccia e riorganizziamo la nostra realtà in storie che poi ci raccontiamo, e quelle storie restano a dispetto di tutto, terremoti e quant’altro. Questi luoghi sono stati tenuti in vita e vivono tutt’ora grazie all’opera paziente e costante di associazioni, volontari e operatori culturali sparsi per il territorio. Nella docufiction abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni di loro insieme a registi teatrali, come Francesco Facciolli o Saverio Marconi, attori come Iacopo Cicconofri, sindaci e assessori dei vari comuni in cui abbiamo girato. Sono persone che spesso lavorano in silenzio senza fare clamore, ma che danno un significato concreto a parole come cultura e teatro che spesso ci sembrano auliche e vuote. Loro le rendono tangibili e utili nella vita di tutti i giorni. Riescono a riempire questo nostro cratere sismico con idee sempre nuove, di qui il “Crea-tere” del titolo.
La parte di fiction l’abbiamo affidata a dei bravissimi attori marchigiani che hanno interpretato monologhi tratti da capisaldi della storia del teatro all’interno dei teatri attualmente inagibili. Questi personaggi sono intrappolati tra palcoscenici abbandonati e sipari polverosi in un limbo tra la vita e la non vita. Non possono morire, perché come le storie di cui parlavamo sono eterni, ma non possono neanche vivere perché mancano di quell’unico elemento senza il quale il teatro non può esistere: qualcuno che li ascolti. In breve l’obiettivo del corto è stato quello di dare voce e raccontare la vita di questi teatri bloccati e la loro importanza sociale in un tessuto umano come quello dei nostri piccoli Comuni.
Per le proiezioni siamo in contatto con la produzione, abbiamo già fatto la prima al Politeama di Tolentino e stiamo cercando di organizzarne altre sia in Italia che all’estero. Mi piacerebbe moto riuscire ad organizzarne una a San Severino sia perché è la mia città, sia perché a San Severino c’è sempre stata una grande sensibilità al teatro grazie al prezioso lavoro svolto al Feronia. Speriamo si riesca presto».

Per concludere, ha nuovi progetti cinematografici in cantiere da anticiparci?

«Abbiamo molte idee e molti progetti in cantiere. Innanzitutto, stiamo continuano nel nostro lavoro comunicativo con aziende e imprese. Anche al di là del singolo prodotto c’è un modo di valori, intenzioni e idee che sono state messe in gioco per produrlo. Raccontare questi mondi ci affascina molto. Inoltre, stiamo scrivendo progetti nostri prettamente cinematografici: abbiamo diverse sceneggiature di cortometraggi nel cassetto e il progetto di una serie web in cantiere. Non stiamo mai fermi insomma e credo che questo sia il segreto per sfornare sempre nuove idee e migliorarsi continuamente».

Silvio Gobbi

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