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Un'immagine di Fortnite
Un'immagine di Fortnite

Nanni: “I genitori non lascino i figli soli coi loro videogiochi”

Paolo Nanni, comunicatore Red, la Rete educazione digitale che si propone di educare adulti e ragazzi per un uso più consapevole delle nuove tecnologie, parla di Fortnite, il videogioco del momento, sviluppato nel 2017 da Epic Games e People Can Fly, che presenta due modalità distinte condividenti lo stesso motore grafico: «Salva il mondo» e «Battaglia reale».

Perché gli adulti temono Fortnite?

«C’è un pregiudizio del mondo adulto nei confronti dei videogiochi, che pure sono una forma di comunicazione che fa crescere, ma che spesso vengono demonizzati. La paura degli adulti per Fortnite probabilmente è dovuta al fatto che è diverso da tutti gli altri videogiochi da dieci anni a questa parte».

A cosa è dovuto il successo straripante di Fortnite?

«In primis al fatto che, contrariamente ai giochi precedenti, non costa nulla. Fortnite non viene venduto, ma per giocarci con successo si è portati ad acquistare in continuazione. È il cosiddetto fenomeno dello «shoppare» che ti consente, all’interno di un gioco «free to play», di avere contenuti speciali, cose più divertenti e attraverso le quali ottieni più successo, comprando. Ad esempio, si possono comperare le «skin», cioè personaggi sempre diversi. Inoltre Fortnite è molto veloce e si è portati a giocare spesso».

Quali le conseguenze sociali di chi vi gioca o, al contrario, non vi prende parte?

«I ragazzi possono scegliere le modalità singolo, a coppie e a squadre, ne parlano molto tra loro e chi non partecipa, purtroppo, viene escluso. Chi non è molto bravo è un «nabbo», nessuno lo cerca».

Quali sono gli altri fattori che hanno accentuato il successo del gioco?

«L’emulazione degli youtuber o streamers famosi (come St3Ny, Pow3r, CiccioGamer89, Los Amigos, ndr) che fanno vedere il gioco nel proprio canale e che shoppano di continuo, così da indurre i ragazzi ad imitarli. Loro non hanno problemi di soldi per gli acquisti, anche perché spesso la loro è una vera e propria operazione di marketing, per cui sono finanziati a comportarsi in tale modo».

Nel trend attuale in cui si gioca, si parla di Fortnite e si shoppa sempre di più, che cosa possono fare i genitori per limitare il fenomeno?

«Bisogna innanzi tutto imporre dei limiti di tempo, affinché non si sostituisca alla pratica di sport, allo studio ed alle relazioni in famiglia e con gli amici. Spesso ci si chiede se è lecito far shoppare il proprio figlio e, quindi, spendere soldi di continuo. Purtroppo i genitori arrivano… tardi. Se si dà un videogioco ai figli fin da bambini per farli star buoni e poi si rimane davanti alla tv mentre in un’altra stanza i ragazzi giocano on line, non è facile trovare soluzioni. Consiglio vivamente ai genitori di condividere i giochi dei loro figli, le esperienze che fanno in quel campo e la visione di filmati youtube. È determinante l’accompagnamento per capire il mondo virtuale che tanto li influenza».

Lu.Mus.

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