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Un'immagine di "Adrian"
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I disegni di Francesco Rossi nella serie d’animazione di Adriano Celentano

Come preannunciato da varie pubblicità, a gennaio approderà sugli schermi di Canale 5 l’attesissima serie d’animazione “Adrian”, ideata e scritta da Adriano Celentano. Francesco Rossi, fumettista settempedano, dopo aver maturato importanti esperienze nel settore dell’animazione (collaborando alla realizzazione di famose serie come Winx, Monster Allergy, Regal Academy -produzione Rainbow-, Geronimo Stilton -Atlantyca-, OPS, Bat Pat -Movimenti-, e molte altre), ora ha preso parte a questo importante progetto del “Molleggiato”. Data l’importanza dell’evento, abbiamo deciso di intervistarlo per farci raccontare la sua esperienza ed ascoltare le sue opinioni riguardanti il proprio lavoro.

Francesco, a gennaio, su Canale 5, verrà trasmessa una serie animata ideata da Adriano Celentano. Sappiamo che ha collaborato alla realizzazione di alcuni episodi: può dirci qualcosa in merito?

“È una serie animata dal titolo «Adrian», inedita per l’Italia sotto vari aspetti. Adriano si è gettato con tutto il corpo dentro a questo progetto, avvalendosi di nomi illustri come Vincenzo Cerami (sceneggiatore) Nicola Piovani (compositore) e Milo Manara, concept artist per i personaggi di Adriano e Gilda (Claudia Mori); in più, una squadra di artisti dotati per il disegno realistico. «Adrian» affronta un po’ tutte le tematiche care ad Adriano, con accenti riguardanti fatti attuali: le promo che stiamo vedendo in questo periodo fanno già capire cosa possiamo attenderci. Inoltre, saranno presenti anche le sue canzoni sparse per tutta la serie”.

Quale è stato il suo contributo specifico alla realizzazione della fiction? Com’è riuscito a far parte di un progetto così importante?

“Per questo progetto ho ricoperto due ruoli. Per primo, lo sviluppo degli storyboards di alcuni episodi: per intenderci, ho realizzato in sequenze disegnate le sceneggiature assegnatemi. Ciò significa, a differenza di un fumetto, dare vita, mettere mano alla regia scegliendo le inquadrature, i movimenti di macchina e la recitazione dei personaggi. In secondo luogo, mi sono occupato dello sviluppo dei personaggi secondari sparsi un po’ in tutta la serie. Per quanto riguarda l’ingaggio, in Italia, nel settore dell’animazione, si conoscono più o meno tutti: così il passaparola è una ricchezza. Ho fatto, come altri, un test e da lì siamo partiti”.

Cosa le ha lasciato questa esperienza? Avrà futuri sviluppi?

“Come potete immaginare, questa è un’esperienza unica che mi ha veramente arricchito. Come dice Baricco, lavorare con gente come Adriano o ti fortifica o muori! Ho avuto più volte modo di confrontarmi con Adriano stesso e sono riuscito un po’ a capire il suo modo di vedere le cose, le sue intuizioni e, artisticamente parlando, è stato il massimo per me che amo il disegno realistico. Sviluppi futuri non so se ci saranno, di sicuro se ne parlerà per un bel po’!”.

Quali sono i punti di forza o di debolezza del mondo del fumetto e dell’animazione d’oggi in Italia? Vista la eterogeneità “globale” di questa particolare produzione visiva, come sono i nostri rapporti con la situazione internazionale?

“Questa domanda avrebbe necessità di una persona che conosca a fondo la storicità di quest’arte. Io mi ritengo un po’ un artigiano che deve cercare davanti a un foglio bianco di creare emozioni! E già questo è difficile. Sicuramente posso dire che in Italia non abbiamo una situazione idilliaca: l’unica emittente che mette un po’ di denaro nelle produzioni proposte dagli studi d’animazione è la Rai in quanto Tv di Stato, e questo non aiuta.
Anche la formazione per questo ramo dell’arte in Italia è relegata alle scuole private. In altre nazioni, come in Francia ad esempio, è un percorso di studi presente sin dalle scuole superiori.”

In base alla sua esperienza personale, ha dei consigli da dare a chi volesse intraprendere questa professione? In Italia, ci sono validi esempi nel settore?

“Io ho frequentato la Scuola di Comics a Firenze, ma poi mi sono formato a «bottega» come si usava fare una volta: la pratica e la dedizione sono fondamentali, soprattutto nei primi anni. Ci sono fiori all’occhiello come la Rainbow da cui sono nate le Winx, famose nel mondo, o Atlantyca con Geronimo Stilton ed altre. Le idee ci sono e i bravi artisti anche, ma occorrono più investimenti nel settore, perché, come dice Adriano Celentano, il bello ci salverà!”.

Silvio Gobbi

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