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Un'immagine della prima serata
Un'immagine della prima serata

Apiro, Festival del folclore: ecco l’attesa “Festa paesana”

Prosegue ad Apiro il 48° Festival internazionale del folclore, “Terranostra”. Gli spettatori hanno potuto già apprezzare che pure quest’anno la qualità delle formazioni ospiti è piuttosto alta. Provengono da Bosnia, Brasile, Cuba, Ossezia, Perù e Russia. A loro si aggiunge il gruppo locale dell’Urbanitas. Intanto, cresce l’attesa per la Festa paesana, che si tiene lunedì 13 (dalle 19.30) con i sei gruppi pronti ad animare le vie di Apiro dando anche la possibilità di assaggiare i piatti tipici dei loro Paesi di provenienza.

Dal Brasile arriva il gruppo “Boi Brilho da Ilha” di São Luis, capitale dello stato settentrionale di Maranhão. Oltre alla samba e alle danze di chiara influenza africana il gruppo si esibirà nella danza più rappresentativa della propria regione, il Bumba-boi, che racconta la storia dello schiavo Francisco, il quale, per soddisfare il desiderio di una lingua di toro della moglie incinta, uccide il bue del padrone della fattoria. Compreso il rischio di tale gesto, l’uomo convoca sciamani e guaritori sperando di rianimare l’animale. Il bue torna alla vita e la comunità festeggia.

La compagnia di danza Akjondoz, invece, proviene dalla Baschiria, repubblica della Federazione Russa nella parte occidentale degli Urali. I Baschiri rappresentano un gruppo etnico di origine turca che vive in Russia, dediti all’agricoltura e all’allevamento. Akyondoz in baschiro significa stella.

Il Perù è rappresentato dall’associazione Sentimiento y Tradicion di Lima, che conta una trentina di musicisti e ballerini, il quali cercano di rappresentare con la massima autenticità – in costumi, musiche e danze – il bagaglio del folclore peruviano: dalla costa alle montagne, fino alla giungla.

Per la Bosnia c’è il gruppo KUD “Nikola Kokošar”: proviene da Šipovo, città di 10 mila abitanti situata a circa 200 km a nord di Sarajevo. Nato nel 2011, ha già raggiunto un elevato livello artistico grazie e soprattutto al lavoro di ricerca svolto dal direttore e coreografo Milos Mitric.

La multiculturalità è l’elemento-principe della Compañía Folklórica Camagua, un’associazione di professionisti (ballerini e musicisti) che, in collaborazione col Ministero della Cultura di Cuba, si fa portavoce della diffusione della cultura cubana nel mondo. Musica e danza hanno un ruolo dominante negli spettacoli che, variopinti e travolgenti, riscuotono ovunque molto successo.

Infine, il gruppo Goretz viene da Vladikavkaz, capitale dell’Ossezia del Nord, una Repubblica della Federazione russa situata nel centro del Caucaso, alla frontiera tra Europa e Asia. Gli Osseti, con un vasto repertorio di canti e danze, trasmettono l’orgoglio e l’amore per la libertà del loro popolo che, nonostante un passato segnato dalla guerra, non ha mai rinunciato alla propria ricchezza culturale. Scandite dal suono di fisarmonica e dohoul (un particolare tipo di tamburo), le danze mostrano la destrezza acrobatica dei ballerini e la leggerezza delle danzatrici, che sembrano fluttuare nell’aria.

Martedì 14 agosto, poi, ci sarà ad Apiro il Galà del folclore, cioè il grande spettacolo finale con la partecipazione di tutti i gruppi, compreso l’Urbanitas (inizio ore 21.30).

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