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Stefano Leonesi
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“Logica a processo” nell’ultimo libro di Leonesi e Toffalori

Un viaggio affascinante nel mondo della logica, attraverso l’uso della matematica, della filosofia, del cinema e del diritto: da Protagora a Cervantes, da Diderot a Dostoevskij, da Kafka a Carroll. Ecco come la logica muta il suo volto da strumento utile e necessario a presenza invisibile e non debitamente considerata, nella giurisprudenza come nella matematica, l’informatica e la scienza in generale. Questo è il tema centrale e il filo conduttore del libro di Stefano Leonesi e Carlo Toffalori – dal titolo “Logica a processo. Da Aristotele a Perry Mason” – che verrà presentato agli studenti dell’Itts “Divini” di San Severino, mercoledì 7 marzo, nella sala Italia. L’incontro avrà il supporto musicale, letterario e giuridico di alcuni docenti dello stesso Istituto.

Ecco la scheda del libro.

Non sempre logica e giustizia vanno di pari passo. Talora una medesima parola, come “teorema”, assume significati opposti, di verità dimostrata o di ipotesi strampalata. Esistono tuttavia tra logica e giustizia “innocenti” e sorprendenti analogie. Analogie che Carlo Toffalori e Stefano Leonesi, matematici con la passione per la letteratura, ci invitano a scoprire, ricavandole da vari casi criminali, spesso solo immaginari, in cui la logica si rivela uno strumento utile, una presenza paradossale o un’assenza imbarazzante. Si affidano per questa indagine alle testimonianze di personaggi illustri, da Protagora a Cervantes, da Diderot a Dostoevskij, da Kafka a Lewis Carroll, raccontando varie singolari vicende di giudizi senza logica e di logica senza giudizio e istruendo infine una sorta di processo alla logica stessa, per valutarne i presunti benefici e gli svantaggi non solo per la giurisprudenza e il diritto, ma anche per la matematica, l’informatica e la scienza in generale. Utili allo scopo si riveleranno essere alcune varianti giuridiche di quei celebri “teoremi di incompletezza” di Gödel che hanno dimostrato come pure in matematica la verità non sia sempre dimostrabile.
Una conclusione, tuttavia, che non dovrebbe indurre alla rassegnazione, perché, se non altro, nella buona matematica tutto ciò che è dimostrabile è vero. E bisogna augurarsi che lo stesso capiti nella buona giustizia.

Gli autori

Stefano Leonesi insegna e svolge attività di ricerca all’Università di Camerino. Attualmente è docente di Storia e didattica della Matematica nella facoltà di Scienze e tecnologie. È coautore di vari testi universitari di Computabilità, Algebra, Crittografia e di libri di divulgazione scientifica come Matematica, miracoli e paradossi (Bruno Mondadori, 2007) e L’arte di uccidere i draghi: le vie matematiche della morale (Pristem, 2013), scritti con Carlo Toffalori. Si occupa anche di meteorologia.
Carlo Toffalori è docente di Logica matematica all’Università di Camerino. Dal 2005 è presidente dell’Associazione italiana di Logica e sue applicazioni. Tra i suoi libri: Matematica, miracoli e paradossi (con S. Leonesi, Bruno Mondadori, 2007); Il matematico in giallo (Guanda, 2008); L’aritmetica di Cupido (Guanda, 2011); Numeri in giallo (Mimesis, 2012); L’arte di uccidere i draghi: le vie matematiche della morale (ancora con S. Leonesi, Pristem, 2013) e Algoritmi (Il Mulino, 2015).

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