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Paola Cetoretta (nel riquadro) e l'edificio dell'ex Bar dello stadio
Paola Cetoretta (nel riquadro) e l'edificio dell'ex Bar dello stadio

Edificio da demolire, ma gli “sciacalli” non perdonano

Da frequentatissimo esercizio di ristorazione, punto di riferimento degli sportivi settempedani anche perché a due passi dallo stadio comunale, ad immobile inagibile a causa delle scosse del recente sisma, prossimo alla demolizione, non senza, però, aver prima subìto l’onta della profanazione degli “sciacalli”. L’edificio a tre piani di viale Mazzini, sede storica a pian terreno del noto Bar dello Stadio, da qualche tempo trasferito nel nuovo sito vicino ai giardini pubblici, è stato preso di mira da ignoti malviventi che hanno trafugato dagli appartamenti al secondo e terzo piano quello che il terremoto aveva risparmiato e che i proprietari erano in attesa di portare via per riutilizzare in un’altra abitazione. “A distanza di qualche giorno dalla nostra ultima visita – racconta Paola Cetoretta, moglie del presidente di Rione di Contro Stefano Stefanelli, ora residente in affitto con il consorte e tre figli in un altro appartamento di San Severino dopo aver trascorso oltre un anno in un modulo nei giardini Di Contro a causa dell’inagibilità anche della propria abitazione sita nei pressi della caserma dell’Arma – siamo tornati nell’edificio dove i miei genitori Antonio e Maria Grazia abitavano in due appartamenti prima delle violente scosse dell’ottobre 2016, ma per nostra amara sorpresa non abbiamo trovato più nulla. Mio marito aveva smontato un caminetto con i pannelli in vetro del valore di circa 5.000 euro che volevamo montare nella casetta di campagna di Palazzata, parzialmente agibile, dove ora si trovano mio padre e mia madre ed in cui avevamo disfatto il vecchio focolare, ma non sarà più possibile. Spariti anche un forno per la cucina componibile, un paranco utile per issare pesi ai piani superiori da circa un migliaio di euro, una scala ed attrezzi vari, fra cui un piè di porco che mio marito aveva utilizzato per rimuovere le piastre del caminetto. È stata risparmiata – è l’amara considerazione della Cetoretta – solo una porta blindata che mancava del telaio senza il quale non si può utilizzare. Insomma, è stato fatto un lavoro di fino che, a distanza di oltre un anno dal danno e dagli incubi che ci ha arrecato il terremoto, ci ha prostrati nell’animo. I tanti sacrifici dei miei genitori sono andati in fumo anche a causa dei ladri, o meglio sciacalli”. Il furto, regolarmente denunciato alla stazione dei carabinieri diretta dal maresciallo Massimiliano Lucarelli, dovrebbe essere andato a segno dopo la pioggia di domenica scorsa, considerate le tracce di pneumatici, probabilmente di un furgone, trovate nel fango del cortile del don Orione retrostante l’abitazione. Difficili le indagini dell’Arma anche per l’abbattimento dell’Itis, le cui telecamere all’ingresso avrebbero potuto fornire elementi utili per scoprire l’identità degli autori del furto.

Luca Muscolini