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Pietro Cruciani
Pietro Cruciani

Bilancio 2017, auspici per il 2018: la parola a Cruciani

A fine anno abbiamo rivolto al sindaco e ai rappresentanti dell’opposizione in Consiglio comunale due domande:

  1. Cosa è andato bene e cosa invece si poteva fare meglio o di più per San Severino nel 2017?
  2. Quali idee, prospettive o preoccupazioni per San Severino nel 2018.

Ecco le considerazioni di Pietro Cruciani, capogruppo della lista “San Severino Marche 2.0 – Una città per tutti”.

Innanzi tutto colgo l’occasione per rivolgere a voi gli auguri di buon anno, ché sia pieno di cose positive. Per quanto riguarda invece il 2017, ci lasciamo alle spalle un anno di transizione, dopo il terribile terremoto dell’ottobre 2016, che purtroppo ha lasciato tanta gente traumatizzata. In questi mesi il sindaco – bisogna riconoscerlo – è stato bravo perché, pur non avendo esperienza, si è rimboccato le maniche e ha ottenuto risultati nella gestione del post terremoto, in particolare per quanto riguarda le Sae e le scuole. Al tempo stesso credo che il comportamento delle minoranze sia stato corretto e responsabile. Data la situazione, non è stata fatta un’opposizione dura, ma costruttiva.

Del resto, anche l’opposizione ha un ruolo da esercitare, innanzi tutto di controllo e di proposta. Bisogna però dire che la maggioranza ci ha coinvolti poco, sia a noi consiglieri di minoranza, sia alla popolazione.

In ogni caso, il fatto che non siamo intervenuti pubblicamente sulle questioni preminenti non significa che siamo d’accordo su tante decisioni prese dal Governo cittadino.

Alcune cose, quindi, le voglio dire pensando pure al 2018.

Capitolo “Sae”. Le casette di legno sono certamente meglio dei container nel periodo dell’emergenza. Ma quanto durerà questa fase? E poi cosa ne faremo di quel villaggio? Dati gli alti costi, c’era una soluzione migliore? Un sito diverso? Interrogativi su cui è giusto riflettere, soprattutto per individuare progetti o idee sul futuro di queste “Sae”.

Le scuole. Per quanto riguarda la nuova Primaria-Infanzia il sito migliore, a mio avviso, resta quello attuale: possibile che non si trovi una soluzione tecnica per rifare un “Luzio” nuovo al posto del vecchio “Luzio”? E’ stata fatta una valutazione su questo aspetto? La maggioranza ha individuato un’area fra Glorioso e Granali, poco oltre la “variante” stradale: in Consiglio comunale ho detto che l’idea mi piace se però viene realizzato lì un vero e proprio “campus” scolastico, cioè con tutti i servizi e confort che una “cittadella” educativa richiede.

L’Istituto tecnico “Divini”. E’ la nota più dolente perché, per una serie di problemi, il cantiere ancora non viene aperto. Nonostante le rassicurazioni, nulla si muove. Il problema è serio: di questo passo, i lavori per quale anno scolastico saranno ultimati? Ne va del futuro di questa scuola!

L’ospedale. Bisogna pensare che la nostra struttura non vivrà più i “fasti” di un tempo; la sanità è cambiata e cambierà ancora con l’ospedale unico provinciale. E’ importante però avere un punto di primo intervento del 118, con un medico a bordo dell’ambulanza che esce e un altro medico che rimane al Pronto soccorso. Tutto ciò per 24 ore su 24. E’ importante poter contare sulla Medicina e, speriamo quanto prima, sulla lungodegenza per gli anziani. E’ importante  il servizio per i pazienti oncologici e l’Hospice per i malati terminali. Sono importanti il laboratorio analisi, la radiologia, gli ambulatori. Bisogna far crescere la day – week surgery: l’oculistica, in questo senso, può fare da traino. Abbiamo la Tac nuova e presto un nuovo mammografo digitale. In programma anche l’acquisto di una nuova Risonanza. Il sindaco segue da vicino queste dinamiche, e lo ringrazio, così come il consigliere comunale Orlandani.

La “bretella”. Anche in considerazione di dove sarà ubicato il nuovo ospedale (alla Pieve di Macerata, sulla vallata del Chienti) è fondamentale per San Severino avere un collegamento viario veloce con questo versante. Pertanto è necessario realizzare la “bretella” stradale con Tolentino.

Il turismo. San Severino meritava certamente un Natale più decente. E’ stato detto che, di fronte a tante donazioni ricevute da ogni parte d’Italia dopo il terremoto, poteva sembrare “brutto” utilizzare risorse per iniziative di festa. In verità credo che non sia uno spreco investire sull’immagine della nostra città, anzi… Penso che azioni di rilancio turistico rientrino proprio in un contesto di ripartenza post sisma, così da attrarre gente a vantaggio di attività commerciali, ricettive e ricreative.

Le frazioni. Ci si è concentrati molto sul terremoto, ma sono stati trascurati altri problemi, ad esempio quelli delle frazioni. Attenzione, quindi, a non dimenticare le nostre campagne con i tanti nuclei abitati che abbiamo. Ci sono strade piene di buche, situazioni da risolvere, questioni da affrontare che, dopo il sisma, sono finiti nel dimenticatoio. Non aspettiamo le prossime elezioni per intervenire!