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Da sinistra: Vincenzo Ramovecchi, Rosa Piermattei e Alessandro Maccioni

Nel nostro ospedale tecnica innovativa contro il glaucoma

I sofferenti di glaucoma primario ad angolo aperto, una delle patologie più temute dell’occhio, che può portare chi ne soffre alla cecità assoluta, coltivano una speranza in più grazie alla tecnica dello Stent XEN 45 che gli ospedali di Macerata e San Severino possono garantire. È la positiva novità emersa dalla conferenza stampa organizzata nella sala convegni dell’Hospice del Bartolomeo Eustachio di San Severino dal direttore generale dell’Area vasta 3, Alessandro Maccioni, alla presenza del sindaco Rosa Piermattei, dei sanitari Giambattista Catalini, Pietro Cruciani, Vincenzo Felicioli, Benedetta Ferretti, Mara Boccolini e Giovanna Faccenda ed illustrata dal direttore di Oculistica, il dottor Vincenzo Ramovecchi, che spiega: “Il glaucoma, la malattia dell’occhio che rappresenta una delle principali cause di cecità e di invalidità nel mondo, può essere curata con una nuova tecnica che dal maggio scorso sto effettuando, con risultati eccellenti. Consiste nell’impianto di uno stent, lo XEN gel Stent 45, un tubicino della lunghezza di 6 millimetri, che determina un drenaggio dell’umore acqueo dalla camera anteriore allo spazio sotto-congiuntivale e che presenta diversi vantaggi. È una tecnica minimamente invasiva, di rapida esecuzione, tanto da poter essere praticata con un semplice collirio anestetico, non necessita di ospedalizzazione e quindi non richiede l’uso di posti letto dopo l’effettuazione dell’intervento e, dopo circa un anno di interventi, posso affermare che presenta una totale assenza di complicanze maggiori, tipiche delle chirurgie filtranti tradizionali, con una percentuale di successo pari al 95%”. Il dottor Ramovecchi è stato uno tra i primi chirurghi a operare con tale tecnica per curare il glaucoma e il centro di oculistica settempedano-maceratese (a San Severino sono stati effettuati circa l’80% degli interventi innovativi, i restanti a Macerata) è tra i primi tre d’Italia per numero di interventi effettuati sino ad oggi. “Il costo sociale dell’operazione – ricorda il direttore Maccioni – è di 900 euro una tantum, minore della tecnica tradizionale che richiede interventi ripetuti”.

L. M.

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