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Sanità: in Consiglio la proposta referendaria del M5S

A seguito delle ultime vicende in materia di sanità, che hanno portato alla riorganizzazione delle reti ospedaliere e alla decisione di chiudere i punti nascita di Osimo, Fabriano e San Severino, il Movimento 5 Stelle delle Marche è sceso in campo avanzando una proposta di referendum finalizzata a rimodulare i poteri della Giunta regionale in materia di sanità. Tale proposta referendaria è arrivata anche al Comune di San Severino attraverso i rappresentanti locali del Movimento stesso.

Oggi, venerdì 12 febbraio, i consiglieri comunali la prenderanno in esame (e la voteranno) durante la seduta del Consiglio comunale, già convocata per la trattazione di altri temi precedentemente inseriti all’ordine del giorno.

Ecco di cosa si tratta.

“Poiché chiedere l’abrogazione della riforma sanitaria non è possibile, in quanto i referendum non possono intervenire sulle delibere di Giunta – spiegano gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle – si punta alla riduzione del potere delegato alla Giunta stessa per riportare le decisioni in materia di sanità in seno al Consiglio regionale, rappresentativo dei territori e dei cittadini, offrendo così anche a tutti i sindaci la possibilità di intervenire di più e più efficacemente nel merito in funzione delle loro precise responsabilità sulla salute pubblica. Per questa ragione sono stati inviati a tutti i Comuni marchigiani i quesiti referendari ai quali si chiede di aderire attraverso una delibera del proprio Consiglio comunale. Ma tutto in breve tempo perché, data la normativa, il presidente della Giunta regionale può indire il referendum una volta all’anno entro il 28 febbraio. Sono sufficienti le delibere di 20 Consigli comunali affinché la Regione indica il referendum per l’abrogazione della norma che dà potere esclusivo in materia sanitaria alla Giunta regionale”.
“Ricordando che la salute pubblica non ha colore politico, confidiamo nel senso di responsabilità di chi è chiamato ad amministrare i nostri Comuni, auspicando pertanto una condivisione trasversale da parte di tutti coloro che hanno veramente a cuore la salute dei propri cittadini”, concludono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle: “Con il Referendum abbiamo tutti modo di ripristinare un regime democratico di gestione della salute pubblica in cui dialogando a tutti i livelli si giungerà ad un nuovo e più efficace modello di sanità pubblica per tutti”.

Vedremo come andrà a finire. I tempi stringono. San Severino è certamente uno dei centri più coinvolti in questa fase di riorganizzazione della sanità regionale perché il presidente Ceriscioli e la Giunta regionale hanno deciso, assieme ai vertici dell’Asur, di chiudere il punto nascita dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”. Il Tar ha “sospeso” l’esecutività del provvedimento fino al 19 febbraio, giorno in cui emetterà la propria sentenza.

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