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Luca Gentili
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C’è Luca Gentili dietro le “saracinesche” della… Rata

Il giorno del raduno i tifosi biancorossi lo hanno accolto con tutti gli onori: “Salute, capitano!”, ricordando le tre stagioni in serie D e l’ultima, in Eccellenza, disputate con la maglia della Maceratese, molte partite delle quali con la fascia di capitano al braccio. Lui, Luca Gentili, settempedano, al termine della chiacchierata esprime il suo pensiero natalizio, augurando alla grande famiglia della Rata “un 2016 al livello del 2015. Sarebbe grandioso ripetersi”.
Da consumato protagonista dei campi di calcio (con la maglia del Bari è stato compagno di squadra di campioni del calibro di Zvone Boban, David Platt e Gianluca Zambrotta, tanto per citare qualche nome di peso) Gentili resta sempre con i piedi per terra.

Pensavate di essere secondi a Natale?

“Abbiamo approcciato la stagione cercando di inculcare nei ragazzi la filosofia del lavoro che paga. Sempre. Allenamenti, fatica fisica, attenzione ai movimenti, alla tattica ed al fuori gara. Fin dall’inizio. Ma certamente i frutti sono stati anche più di quelli sperati. Anche se, ad essere sinceri, in cuor nostro speravamo di fare molto bene”.

Quale ambiente hai trovato a Macerata da allenatore dei portieri?

“Avevo lasciato una Maceratese in una situazione societaria non proprio ottimale. Ho invece ritrovato un ambiente decisamente migliorato, consono ad un palcoscenico che richiede del resto la massima professionalità. Lavoriamo all’interno di una struttura molto più organizzata, professionale. Tutta Macerata calcistica è cresciuta”.

Quando uno dei giocatori se ne va, che effetto fa all’allenatore?

“Lavorando a stretto contatto di gomito giorno dopo giorno è ovvio che nasca un’amicizia tra il tecnico ed i ragazzi, però siamo altrettanto consapevoli che nel mondo del calcio le strade spesso si dividono. Ogni se mesi se ne può prendere un’altra. È accaduto anche quest’anno con Addazio e Saitta. Del resto il mondo professionistico impone certe scelte e bisogna accettarle. Fa parte del gioco”.

Stileresti una classifica di merito dei giocatori della Rata?

“No, perché la reale forza della Maceratese di quest’anno è il gruppo. Compatto, coeso, deciso a voler centrare l’obiettivo”.

Arrischieresti un pronostico sull’esito del torneo?

“Non sono bravo a fare pronostici, però posso dire che l’essere secondi a Natale non vuol dire assolutamente niente. Il cammino da fare è ancora lungo. Il difficile viene ora. Abbiamo vinto da matricola, viaggiando sotto traccia. Pochi credevano in noi. Adesso, invece, ci prendono in considerazione. Ripetersi sarà più difficile, ma sarebbe bello replicare un anno per la Rata grandioso”.

Com’è il lavoro con Cristian Bucchi?

“È facile far parte del suo staff perché Cristian è un allenatore preparato, meticoloso, un gran lavoratore che vuole diventare un eccellente allenatore. Dopo la carriera di bomber di razza può divenire un allenatore ad alti livelli per tanti anni”.

Il ruolo dell’altro Luca, cioè Pavoni?

“È il collaboratore tecnico, un valore aggiunto per il rodato staff della Maceratese. È curioso notare quanto di San Severino ci sia nella Maceratese attuale. Bucchi esplose con la Settempeda, Pavoni era il suo compagno di reparto ed io sono di San Severino (ed il giornalista che scrive quest’articolo si chiama Luca pure lui, rafforzativo!, ndr). Siamo onorati di far parte di questa Maceratese”.

Luca Gentili è un professionista serio, che non si lascia andare a facili entusiasmi. Però il suo pensiero natalizio non può che far sognare i tifosi della Rata!

Luca Muscolini

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