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Da sinistra: Marchetti, Chirielli e Massei
Da sinistra: Marchetti, Chirielli e Massei

I Comitati continuano la battaglia per i “Punti-nascita”

La battaglia contro la chiusura dei punti nascita va avanti, con le due posizioni opposte che restano ben salde sulle proprie idee. È avvenuta una riunione, che si è tenuta in sede regionale: Ceriscioli, assieme al resto della Giunta, ha ricevuto i Comitati a favore dei reparti maternità di Fabriano, Osimo e San Severino. Erano presenti anche i primi cittadini dei tre Comuni, oltre ad altre personalità della politica locale.
Sindaci, assessori e membri dei Comitati sono stati ricevuti da Ceriscioli, che ha però messo subito un freno alle speranze dei manifestanti: il presidente della Regione ha infatti comunicato che la volontà, sua e della maggioranza, è quella di andare avanti senza alcun ripensamento. Una scelta politica e non economica, come lui stesso ha precisato durante la riunione.
Non cessano, ovviamente, le critiche da parte di chi questi punti nascita li vuole aperti: i membri del Comitato di San Severino parlano di grave ingiustizia, di penalizzazione di un entroterra che rischia di diventare “un deserto”. Fortissima, ormai, la sensazione di essere cittadini di serie B, con diritti inferiori rispetto a chi abita sulla costa. “Questa scelta contrasta con i più elementari diritti umani”, ha dichiarato l’avvocato Marco Massei: “Quello all’uguaglianza e quello alla vita. Basta fare due conti: l’ospedale di San Severino ospita fra i cinquecento e i seicento parti l’anno. Quello di Macerata, all’incirca mille. Cosa succederebbe se tutte le partorienti del nostro bacino si rivolgessero a Macerata? Che, in quella struttura, il carico aumenterebbe quasi del 60%. È una follia, in quel reparto ci sono già gravi problemi di spazio”.
C’è molta amarezza verso la gestione di questa situazione; soprattutto verso la fretta che il presidente della Regione sta apparentemente mostrando. “È una questione che meriterebbe riflessioni su riflessioni”, ha commentato ancora Massei. Non si ferma, comunque, la battaglia dei Comitati, che stanno cercando di attirare quanta più attenzione possibile sulla situazione ospedaliera dell’entroterra marchigiano.

Alessandra Rossi

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