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Banca della Provincia di Macerata
Lo striscione sul palazzo comunale
Lo striscione sul palazzo comunale

Unione montane in campo per salvare Punto-nascita

Il sindaco Cesare Martini, con una richiesta a firma anche dei presidenti delle Unioni montane di San Severino, Gian Luca Chiappa; di Camerino, Alessandro Gentilucci, e di San Ginesio, Giampiero Feliciotti, ha sollecitato il Governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, a un nuovo incontro urgente per trattare dell’annunciata chiusura (dal 31 dicembre 2015), del punto-nascite presso il reparto materno infantile dell’ospedale “Bartolomeo Eustachio”.
Nel documento si chiede di “valutare provvedimenti alternativi a una decisione che comprometterebbe seriamente il diritto alla salute della popolazione di tutta la fascia interna della Regione venendo a mancare un punto nascite indicativamente da Pergola ad Amandola. L’alternativa del punto nascite presso l’ospedale di Macerata – sostengono Martini, Chiappa, Gentilucci e Feliciotti – non fornisce alcuna garanzia in ordine alla sicurezza delle partorienti e dei nascituri per la carenza di standard accettabili. Peraltro non si comprende quando gli annunciati lavori di messa a norma del reparto di ostetricia e ginecologia del presidio maceratese dovrebbero iniziare e quando dovrebbero terminare. Per la tutela delle aree interne – spiegano ancora i firmatari del documento – ci si è battuti tutti a garantire diritti costituzionalmente riconosciuti quali quelli alla salute, alla mobilità e all’istruzione. La decisione paventata non coincide sicuramente con il primo, e più importante, di questi. Fin da ora si domanda la formale adozione di deroghe al provvedimento di chiusura del punto nascite con riferimento all’ultimo accordo Stato – Regione ove non è assolutamente prevista la chiusura della struttura materno infantile settempedana, appellandosi anche ai contenuti del Decreto sottoscritto dal Ministro della Salute nei giorni scorsi”.
Nel documento, infine, si ricorda che il punto nascite presso l’ospedale di San Severino ha superato abbondantemente, nel 2014, il numero di 500 parti e che “in base alla normativa nazionale dovrà continuare ad essere garantito considerando anche l’eccellenza riconosciuta da organi terzi alla struttura presso cui operano professionalità mediche, paramediche e infermieristiche di assoluta valenza”. La richiesta di incontro urgente del sindaco Martini e dei presidenti delle Unioni montane si conclude con un accorato appello al Governatore Ceriscioli: “La invitiamo – si legge nella stessa – a riconsiderare ogni decisione che la Giunta regionale andrà ad adottare. Le delibere di Giunta possono essere scritte facilmente ma anche ragionevolmente riscritte e riconsiderate nella loro interezza in particolar modo quando non vi sono i presupposti per garantire la sicurezza ai cittadini utenti in materia di sanità”.
E ieri il primo cittadino settempedano ha fatto sua la protesta dell’intera Giunta esponendo sul balcone del Municipio uno striscione con su scritto: “No alla chiusura del punto nascite”.