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Il cantiere fermo
Il cantiere fermo

Glorioso: via libera al completamento della Variante

Ancora qualche giorno, necessario per svolgere le ultime indagini archeologiche, e poi il cantiere della Variante del Glorioso potrà riaprire i battenti e l’importante opera pubblica, del costo di quasi 3 milioni di euro, potrà essere portata a termine. Ad assicurarlo sono Comune e Provincia dopo lo stop alle ruspe del settembre 2014. Stop dettato da un provvedimento emesso dall’ex direttore regionale ad interim del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo che ha costretto a un fermo improvviso dei lavori dopo la scoperta, in corso d’opera, di manufatti in pietra all’interno dell’area di scavo.
“Si è trattato di un muretto di epoca romana cui non è stato attribuito praticamente alcun valore – spiega il sindaco Cesare Martini – ma che per un ex sovrintendente è bastato a fermare il cantiere. Adesso ripartiremo da dove eravamo rimasti. Per fortuna siamo riusciti a scongiurare un progetto di variante anche se, nel frattempo, si sono persi mesi e mesi di lavoro. A nulla sono serviti gli appelli pubblici lanciati dal sottoscritto, un ricorso al presidente della Repubblica avanzato dalla Provincia e la minaccia di chiedere l’intervento dei carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico. Tutti contro un muro di gomma. Un cambio al vertice della Soprintendenza marchigiana ha consentito di fare un sopralluogo e dare il benestare alla riapertura del cantiere e alla ripresa dei lavori”.
Perché si ottenesse quest’ultimo si sono più e più volte mossi la Provincia e l’Amministrazione comunale settempedana. Assieme al sindaco Martini in cantiere l’8 aprile scorso sono arrivati il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, il soprintendente archeologo, Mario Pagano, e il funzionario di zona della Soprintendenza archeologica delle Marche, Tommaso Caschi Ceccacci, nonché il direttore dei lavori delle opere d’indagine archeologica condotte sull’area e il funzionario di zona della Soprintendenza per le Belle arti e per il paesaggio, Pierluigi Salvati. I tecnici hanno rilevato uno stato di pericolosità per la pubblica incolumità dovuto dal fatto che i lavori di sbancamento non completati hanno determinato rilevati di terra a strapiombo di altezza superiore anche ai cinque-sei metri. Tale situazione comporterebbe il rischio di smottamenti di parte dei rilevati terrosi. Inoltre si è potuto constatare che, a causa delle abbondanti piogge, le strutture rimesse in luce dalle indagini archeologiche hanno perso la loro originaria geometria.
“Nei primi giorni di maggio le ruspe torneranno in azione per portare a termine l’opera che abbiamo ereditato dalla vecchia Amministrazione come incompiuta e per la quale siamo riusciti a trovare fondi europei che, se non utilizzati per questi lavori, sarebbero andati persi per sempre. Quello che non aveva fatto la politica stava per riuscire alla burocrazia: per non abbattere un muretto l’ex direttore regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, andando addirittura contro una decisione presa dalla Soprintendenza regionale e scaturita da un’indagine costata diverse decine di migliaia di euro, aveva chiesto una variante progettuale al tracciato viario già previsto. Lavori su lavori che hanno fermato il cantiere. Adesso siamo in attesa solo di ripartire e chiudere positivamente anche questa vicenda”.
Soddisfatto il presidente della Provincia, Antonio Pettinari: “Era grave non portare a termine i lavori col nuovo innesto sulla Septempedana perché si trattava di un’opera già appaltata da tempo e che ha subito un improvviso e imprevisto stop”.
La Variante del Glorioso è composta da due tratti: il primo, di circa un chilometro, che collega la Sp. 361 “Septempedana” alla Sp. 502 e un secondo, che è una bretella, che costeggia l’ospedale per riallaccarsi sempre alla Sp. 502. Il costo totale previsto per quest’opera è di 3 milioni e 400 mila euro ma, grazie ai ribassi, è prossimo ai 3milioni. La progettazione della Variante è a cura dell’ufficio Tecnico della Provincia.