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Gara persa a tavolino
Gara persa a tavolino

Basket: il medico ritarda 90 secondi, partita persa!

Che amarezza per la squadra di basket di San Severino! La gara casalinga contro l’Aesis Jesi, valevole per la tredicesima e ultima giornata del girone di andata del campionato regionale di serie C, non si è disputata a causa del mancato arrivo del medico. La gara verrà dunque omologata con il punteggio di 0-20 a favore della società jesina. Che storia è questa? “Per 1 minuto, anzi per la precisione un minuto e trenta secondi ed ecco che la partita non c’è più – dice amareggiato il coach Massimo Formentini -. La possibile vittoria sfuma, i possibili due punti spariscono e noi rimaniamo a 4 punti…”. In pratica, il medico della società settempedana doveva essere al palas alle 18, invece è arrivato 90 secondi più tardi e il regolamento è stato applicato alla lettera dai direttori di gara, nonostante la stessa formazione ospite volesse disputare comunque l’incontro. Davvero incredibile! Il medico, che lo fa gratis e per amicizia, allo scopo di sostenere gli Amatori basket, potrebbe aver avuto un imprevisto legato alla sua professione sanitaria. Visto l’esiguo ritardo, sarebbe bastato davvero un po’ di buon senso. “La regola è chiara – aggiunge l’allenatore dei settempedani – il medico deve stare in campo entro l’inizio della partita, altrimenti la gara è persa. Deve stare lì alle 18, non alle 18.01: è la regola, mi è stato detto dagli arbitri e poi dagli ufficiali di campo (a parte uno che si mostra più comprensivo e di buon senso). Ed è la regola che si deve usare, non il buon senso. Il medico, che si deve preoccupare della salute degli atleti, deve stare in campo alle 18, né un un minuto prima, né un minuto dopo. Ma allora, secondo il regolamento, mi chiedo chi tutela gli atleti quando fanno riscaldamento? Non dovrebbero arrivare a bordo-campo mezzora prima dell’inizio? Inoltre, se il medico per un’urgenza legata alla partita, deve andare via (magari in ospedale con un giocatore infortunato; ndr), l’incontro può continuare? Me lo sono chiesto e mi è stato risposto ‘sì’! Che stranezza! Ma è la regola, e bisogna rispettarla, perché la regola è al di sopra di tutto. Ma, se una squadra ritarda un po’, gli avversari l’aspettano, mentre se un medico ritarda, si chiude il match cosi in fretta…”. Insomma, una “sorpresa” così, sotto l’albero di Natale, il basket settempedano proprio non se la meritava!

Mauro Grespini

Santo Stefano Riabilitazione